Ma a Milwaukee siete sommersi dalla neve?

MILWAUKEE – Credo che la notizia di quanto faccia freddo negli Stati Uniti vi sia giunta e anche con toni apocalittici e visioni di città sommerse dalla neve. Ebbene fa freddo, molto freddo! Un freddo inusuale per novembre. Un freddo che anche qui, dove siamo abituati a temperature che in Italia farebbero bloccare la vita nelle città, lascia sorpresi. È novembre e prima della fine di marzo, quando si spera incomincerà il “disgelo”, saremo quasi tutti depressi e cammineremo con le braccia penzolanti e l’aria persa da carenza di vitamina D e dal troppo tempo passato al chiuso. Quello è certo!

E che la depressione meteopatica sia causata anche da giornate ancora più corte che non in Italia è un dato di fatto. Milwaukee è al limite est del fuso orario, c’è quasi un’ora di differenza in meno di luce alla sera, mentre al mattino il sole sorge prima qui che in Italia.Questo non migliora lo stato d’animo di chi vive da queste parti , a meno che non si appartenga a quella percentuale di abitanti che non vede l’ora che arrivi il freddo gelido per godersi di tutto quello che l’inverno qui può offrire! Perché qui siamo nel Midwest delle foreste a nord e dei laghi. D’inverno i laghi gelano con uno spessore di più di un metro e ci si può non solo camminare sopra, ma anche guidarci sopra. Su uno di questi (Lake Winnebago) che direi è molto più grande del Lago di Garda o del Lago Maggiore ci aprono sopra una strada dove, come potete vedere nella foto sopra, possono pure transitarci i camion.

E lì, come su tutte le centinaia di laghi qui intorno, quando fa freddo freddo, si vedono decine e decine di persone che trascorrono le giornate a fare ice fishing, cioè pesca sul ghiaccio per pescare gli storioni. Altri temerari fanno sci di fondo, perché tutti i sentieri dei parchi vengono preparati per poter essere utilizzati come piste da fondo, altri camminano con le ciaspole. Insomma in effetti ce ne sarebbero di cose da fare e molti qui dicono “amo il Wisconsin perché fa freddo d‘inverno”. Contenti loro. Io pur essendomi abituata di più al clima col passare degli anni, non sono della stessa idea e vorrei poter partire e siamo solo a novembre!

Quindi fa freddo, dato di fatto, ma di apocalisse non parlerei… invece di terrorismo mediatico sì, specialmente da parte dei media europei! È vero! Come in Italia anche qui si nota una estremizzazione degli eventi atmosferici nell’ultimo periodo. Che esso sia dovuto all’uomo come molti scienziati affermanooppure a cause naturali e fluttuazioni cicliche come pensano altri, il fatto che ci siano piogge monsoniche in un clima notoriamente temperato come quello del bacino mediterraneo o freddo estremo come quello di questi giorni o di molti all’inizio del 2014 è un fatto comunque inoppugnabile. Che però noi di neve ne abbiamo forse una traccia e non metri ve lo posso garantire!

Allora vediamo se riesco a spiegarvi cosa succede qui e di come uno vivendo qui impari a convivere con le parole nuove del linguaggio meteorologico e volenti o nolenti si diventi esperti “Bernacca”. Ne avevo già parlato mesi fa a proposito dei programmi televisivi. Agli americani piacciono le previsioni del tempo, direi che ne sono dipendenti, sono forse uno dei segmenti più seguiti del telegiornali e ripetute a cadenza regolare durante i programmi. Negli Stati Uniti non si esce senza guardare le previsioni del tempo in tv o sul cellulare: ecco ci crediamo, siamo fatti così, anche perché un giorno può esserci l’era glaciale e il giorno dopo magari si può uscire con maglioncino.

Vivendo qui si imparano tante cose. Mi ricordo quando ero in Italia e piccolina, non aspettavo altro che l’arrivo dell’anticiclone delle Azzorre, mitico: quando arrivava voleva dire che arrivava l’estate sul bacino mediterraneo. Non abito più in Italia da parecchio, ma tornandoci in estate tutti gli anni mi pare che il mitico anticiclone abbia deciso di fare le vacanze altrove: ridateci l’anticiclone! Qui invece parlano di jet stream: sotto la curva del jet stream fa caldo, sopra fa freddo. D’estate il jet stream si appiattisce e si alza verso il polo nord, d’inverno si abbassa molto e nelle stagioni di mezzo diventa molto ondulato (ma chissà come mai noi siamo quasi sempre nella parte fredda!)

La new entry delle parole meteorologiche è il polar vortex, che già solo nominarlo uno sente il freddo su per la schiena: di solito per freddo che possa fare il polar vortex staziona al polo nord, dove dovrebbe stare ma ultimamente, stanco anche lui di vedere tutto bianco, ha deciso di scendere a fare un giro da noi e vendendo quanto belle sono le nostre parti… staziona qui e non se ne vuole andare. Il polar vortex porta il gelo (ma va?), ma non la neve! Può far sembrare Chicago come nella foto a sinistra, ma la neve non è legata a questo o per lo meno non lo è quella che butta metri di neve in poche ore nello stato di New York. Perché è da lì che arrivano le foto e i servizi che state vedendo in tv in questi giorni.

Da cosa è causata quella neve? Dal “lake effect” cioè l’effetto lago. Le correnti del jet stream si muovono da ovest a est e così generalmente i venti, quindi poiché la temperatura dell’acqua dei grandi laghi è più calda dell’aria ad est dei grandi laghi si deposita la neve… (noi siamo ad ovest del lago Michigan, infatti in proporzione abbiamo molta meno neve che non il lato est, ma incredibilmente questo succede anche in estate al contrario, cioè dalla parte est del lago Michigan l’acqua del lago è così calda che si può fare il bagno come al mare, da questa sponda mica tanto…) così succede questo. Chiaro adesso? A Buffalo in inverno viene giù per questo sempre tanta neve, ma ora che i laghi sono ancora molto più caldi che non a gennaio (l’anno scorso per la prima volta il lago Michigan, che è il più grande dei Laghi a febbraio e marzo era per l’80% ghiacciato: immaginatevi, è come avere il Mare Adriatico ghiacciato) il fenomeno ha assunto proporzioni mitiche, ma è un fenomeno generalmentelocalizzato. Anche qui ogni tanto succede di avere il Lake effect snow, se il jet stream ci passa proprio sopra: mi capita allora di partire da casa con il sole e di arrivare in centro città (che è sul lago) sotto una nevicata mica da ridere. Volete leggerne di più? Ecco un articolo interessante del National Geographic.

Oggi però c’è il sole, la temperatura massima della giornata sarà inferiore a quella minima di stanotte. Il jet stream ci lascia un po’ di tregua e ci fa fare cucu` dall’altra parte dove stanno gli stati più a sud. Le temperature si alzeranno, però pioverà. Domenica, quando leggerete questo post, pensatemi sotto un cielo grigio, che mi farà sentire pià vicina a voi.

23/11/2014

PS: se non siete “vecchi” come me magari non sapete chi e` Bernacca. Era il mitico colonnello dell’areonautica che allietava gli italiani con le previsioni del tempo negli anni 60 e 70, quando la Rai era l’unica TV che esisteva

 

 

Annunci

2 pensieri su “Ma a Milwaukee siete sommersi dalla neve?

  1. Ogni volta che c'e' un'ondata di map tempo che so, a New York o Chicago, ricevo una valanga di messaging preoccupati anche se sto in Colorado. In compenso quando l'anno scorso c'e' stata un'alluvione qui da me i media italiani se ne sono ricordati in ritardo. Risultato: io chiamavo a casa dicendo che non potevo uscire di casa e tutti mi rispondevano “che sara' mai”, poi quando tutto e' finito la gente ha iniziato a preoccuparsi..

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...