I matrimoni gay: Love will win

Pubblicato da Alessandria News il 15-11-2014
 Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è un argomento molto dibattuto e controverso in quest’ultimo anno sia in Italia sia qui negli Usa. Volevo dare un ritratto vero della situazione e non ne conoscevo abbastanza. Poi pensavo che ne avrei dovuto dare un ritratto distaccato e impersonale e non ci riesco. Quindi se cercate qui un giornalista che dia voce agli altri senza fare trapelare la sua, arrivederci: io non sono una giornalista allora non posso non esprimere la mia idea. Per questo motivo posso affermare per prima cosa che sono felice! Sono felice che qui in Wisconsin sia caduto l’ultimo tabù. A giugno è stata approvata una legge che permette alle coppie gay di sposarsi.

Secondo me uno stato democratico deve tutelare tutti i suoi cittadini allo stesso modo, dando gli stessi diritti a tutti, al di fuori di ogni pregiudizio religioso o etico. I diritti devono essere codificati da leggi e devono portare dietro a sé anche doveri, ma ci devono essere. Sta poi ad ognuno di noi fare come la coscienza ci dice o come la nostra tendenza ci porta a considerare. Chi sono io per decidere che l’amore tra due donne o due uomini non è allo stesso livello del mio per mio marito?

Questo come il divorzio o l’aborto o la eterologa: la legge deve tutelare chi ne voglia/debba fare uso, poi sta ad ognuno di noi decidere. Perché prima della legge sull’aborto non si abortiva? Prima della legge sul divorzio erano tutti felicemente sposati? Allora se non diamo a delle persone gay il diritto di vivere insieme tutelati dalla legge, magicamente facciamo tutti etero??? È solo come mettere la testa sotto la sabbia, a mo’ di struzzi. Persino la chiesa cattolica ne sta prendendo atto.

E allora il 7 giugno 2014 è stata una giornata molto importante in Wisconsin. Un giudice ha decretato anticostituzionale il divieto delle coppie gay di sposarsi. Il Wisconsin in questo modo si è unito ad altri stati federali che hanno già reso legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il Wisconsin da ora in poi sarà il ventesimo stato che permette le unioni gay negli Stati Uniti

Ecco la lista dei 19 che ci hanno preceduti e che cosa o chi ha reso possibile le unioni. Otto Stati hanno permesso questo per decisione di un Giudice della Corte (e Il Wisconsin sarà il nono appartenente a questa categoria): California (giugno 2013), Connecticut (novembre 2008), Iowa (aprile 24, 2009), Massachusetts (maggio 2004), New Jersey (ottobre 2013), New Mexico (dicembre 2013), Oregon (maggio 2014), Pennsylvania (maggio 2014), otto Stati tramite un cambiamento della legge: Delaware (luglio 2013), Hawaii (dicembre 2013), Illinois (giugno 2014), Minnesota (agosto 2013), New Hampshire (gennaio 2010), New York (luglio 2011), Rhode Island (agosto 2013), Vermont (settembre 2009), tre Stati dopo un referendum popolare: Maine (dicembre 2012), Maryland (gennaio 2013), Washington (dicembre 2012).

“Il divieto del Wisconsin viola la Costituzione degli Stati Uniti”, ha detto il giudice distrettuale Barbara Crabb che ha firmato la legge. Ha aggiunto che le coppie omosessuali “hanno diritto allo stesso trattamento di qualsiasi coppia eterosessuale”.

La lotta per mantenere legali queste unioni non è finita. Gli Stati Uniti sono anche la casa di molti estremismi e idee diverse, quindi c’è ancora qualcuno a cui questa storia sta proprio sullo stomaco e sta facendo di tutto per fare cancellare la legge, dichiarandola anticostituzionale (nonostante quanto dichiarato dal giudice che ha firmato la legge). Vedi qui

E chi quella sera finalmente si era potuto sposare, non si sente ancora totalmente al sicuro. Qui dichiararsi gay non è in linea di massima un tabù: magari per alcuni ci vuole più tempo per fare il “coming out” come si dice, ma già al liceo molti degli amici e amiche di mia figlia avevano già dichiarato le loro tendenze sessuali e ancora di più andando all’università appena usciti dall’ambiente familiare. Almeno per le esperienze mie dirette, anche di miei studenti, l’essere gay non cambia generalmente l’atteggiamento delle persone nei loro confronti. C’è dalle mie parti una grande accettazione degli altri e quindi anche dell’essere gay. Non posso parlare di altre zone degli Usa, dove magari non è così facile essere accettati per quello che si è: gli Stati Uniti sono un paese dalle mille sfaccettature e non si può mai generalizzare, specialmente quando si parla di etica.

Comunque quella sera di giugno anche un mio amico si è sposato con il suo compagno. Le foto della cerimonia con i loro occhi lucidi dall’emozione e dalla felicità sono una testimonianza di un sentimento profondo, tanto da voler condividere anche legalmente con la società il loro rapporto. Quella sera la Tv ha naturalmente dato molto spazio alle decine di coppie che, appena saputa la notizia che la legge era stata approvata, stavano facendo la fila per avere la loro “licenza di matrimonio” concessa per poi andare davanti al giudice di pace e sposarsi, prima che qualcosa potesse cambiare di nuovo.

La notizia era trapelata alle 5 di pomeriggio e per quel motivo gli uffici preposti a rilasciare le licenze avevano fatto gli straordinari, così come erano arrivati giudici di pace registrati ma volontari per permettere le cerimonie immediatamente. Così si vedevano coppie chiaramente arrivate direttamente dal lavoro, con tshirt e jeans, mamme con i bambini stanchi e piangenti in braccio, pochi amici a condividere quel momento, insomma tutti lì ad approfittare di quelle finestra che si era aperta e non si sapeva per quanto lo sarebbe stata. Vedi qui
Ora il mio amico e suo marito sono sposati e sono felici, lavorano come ogni altra coppia, vivono insieme al loro cagnolino e condividono le gioie e i dolori della vita come ogni altra famiglia, tutelati però dalla legge, con la consapevolezze di poter essere presenti per l’altro se se ne presentasse la necessità. E questo non è poco.

16/11/2014
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3 pensieri su “I matrimoni gay: Love will win

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