USA, viaggio nella scuola: il terzo anno delle superiori

Università Usa: lo studente è un investimento

Non è solamente lo studente che sceglie l’università, ma è l’università che sceglie lo studente e che investe le sue risorse. Ma negli Stati Uniti andare all’università vuol dire trovare lavoro
Pubblicato da Alessandria News il 9 novembre 2014
MILWAUKEE – Questo viaggio nella scuola americana, sta diventando un’ odissea, spero stiate facendo il tifo per Ulisse! La scuola superiore negli Usa dura quattro annie non cinque come in Italia. Allora eccomi di nuovo qui per un’ulteriore puntata, dedicata a cosa succede durante il terzo anno di studi, il più importante e stressante per tutti, quando si è posti davanti a due traguardi molto importante: gli esami Sat o Act e la scelta delle università dove fare domanda di ammissione. Insieme al Gpa(Grade point Average) gli altri parametri presi in considerazione dalle università per l’accettazione o meno di uno studente sono i punteggi ottenuti negli esami Act (American College Testing) e/o Sat (Scholastic Aptitude Test).

Da noi l’Act è il test più comune e quello che le università degli stati del Midwest (gli Stati al centro degli Usa) considerano, invece se si vuole andare sulla Est Coast (New York, Boston per f are due nomi di città conosciute) meglio fare anche il Sat. Ecco come vengono descritti i due esami nel sito dell’Act: “L’Act è un test che valuta i risultati di ciò che uno studente ha imparato a scuola. Il Sat è più di una prova attitudinale, un test di ragionamento e abilità verbali.L’Act ha fino a 5 componenti: inglese, matematica, lettura, scienze e una prova di scrittura facoltativa. Il Sat ha solo 3 componenti: ragionamento critico, matematica e un test di scrittura . Il College Board ha introdotto una nuova versione della Sat nel 2005, con una prova scritta obbligatoria. Si fa la prova di scrittura nell’Act solo se richiesta dall’Università dove si vuole andare (nota: tutte le buone università la richiedono)”.

Entrambi durano circa 5 ore, con due piccoli intervalli, durante queste ore vengono dati tempi stabiliti per ogni materia. Non conosco il test Sat perché mia figlia, non volendo andare fuori dal Midwest, non lo ha neanche preso in considerazione. Ecco invece come sono suddivisi i tempi ed il numero di domande nell’Act.

  • Inglese: 75 domande – 45 minuti 
  • Matematica: 60 domande – 60 minuti 
  • Comprensione di testi letti: 40 domande – 35 minuti 
  • Scienze: 40 domande – 35 minuti 
  • Totale: 215 domande 
  • Scrittura: 1 tema – 30 minuti
Capirete come si debba anche essere parecchio veloci per finire. L’Act si può dare quante volte si vuole, basta pagare il costo dell’esame che è circa $50 ogni volta e iscriversi un mese prima della data in cui si vuole dare.  Mi sembra di ricordare che ci siano 4 sessioni di esame ogni anno. Dopo un mese si ricevono i risultati e se non si è soddisfatti, si ripete il test. L’ultima volta che si può dare è nella sessione di settembre dell’ultimo anno scolastico, perché poi bisogna spedire la votazione insieme a tutto il resto alle università. È normale darlo 3 volte. Solitamente gli studenti fanno questi esami nel loro Junior year, cioè nel terzo, perché così hanno già tutte le nozioni necessarie a fare bene. Alcuni però cominciano anche prima. Il punteggio massimo per l’Act è 36. Più l’università è competitiva più il risultato Act deve essere elevato. La media nazionale è 21, ma non fa testo, direi che per entrare in una buona università 27/28 è il punteggio minimo da ottenere. Le università pubblicano online sia il Gpa medio , sia il voto Act richiesti essere ammessi, tanto per scoraggiare inutili speranze!

Si possono fare anche dei corsi preparatori offerti dalle scuole e comprare dei libri che contengono gli esami passati per fare pratica. Tutto deve essere pronto per l’estate dopo il terzo anno quando si fanno le domande alle università. Durante la primavera del terzo anno di solito si vanno anche a visitare le università dove si vorrebbe andare. Queste visite sono molto importanti per molti motivi, non ultimo le sensazioni a pelle che si ricevono dal luogo e dal campus, visto che la maggior parte dei ragazzi vivrà lontano da casa. Mia figlia ha visitato tutte le università dove ha fatto domanda, alcune con sia me che con mio marito, alcune con mio marito da soli loro due, così che le visite si sono trasformate anche in occasioni per trascorrere dei giorni insieme.

Non è obbligatorio fare così, ma per noi è stato molto utile e ci ha fatto capire molte cose che non conoscevamo, visto che nei vari campus si ricevono visite guidate e varie sessioni informative. A questo punto è arrivata l’estate dopo il terzo anno e, con in mano il Gpa e il voto Act/Sat è il momento di fare le “applications” cioè le domande alle università.  Lo stress si trasferisce dai banchi di scuola a casa perché alla fine si parla non solo di scelte importanti per la vita futura, ma anche di cifre consistenti: l’educazione universitaria negli Usa è molto costosa, anche se ci sono modi per abbassarne il costo. Vedremo come. Per fortuna qui ancora oggi andare all’università permette di trovare un lavoro. Una domanda, ma che sarà mai ? Beh… insomma.

Diciamo che alle domande devono venire allegati parecchi documenti e questo fa sì che prima di arrivare alla fine di dicembre, quando la maggior parte delle università mette la data ultima per presentare le domande, bisogna correre per averli tutti! E bisogna pure pagare per fare domanda: della serie cominciamoli a spolpare poco, ma dal primo momento, che così non ci sbagliamo. Perché, se anche poi uno studente decide di non andare ad una certa università questi soldi non tornano indietro. Alla domanda poi vanno di solito allegate anche delle lettere di raccomandazione fatte dagli insegnanti o da persone che conoscono lo studente e queste sono obbligatorie, di solito ne servono due. Presentano lo studente alla possibile università. E alla domanda infine devono essere allegati anche degli “essays” o temi, su argomenti che si possono scegliere tra alcuni titoli dati dalle università .

Durante le visite alle università tutti hanno messo l’accento su questi temi, su quanto siano importanti per dare la classica prima impressione dello studente. Un tema interessante, scritto bene e diverso dal solito, mette lo studente in cima alla lista a parità di altri punteggi. Altra cosa da allegare è un curriculum vitae, con tutto quello che si è fatto: vi ricordate che vi ho parlato di quanto siano importanti sia il volontariato, sia il lavoro dopo la scuola e tutto quello che dimostri che lo studente è maturo e sa prendersi delle responsabilità? (immagine tratta de Vanderbilt University application office)

Alla fine tutta la documentazione che si presenta ha lo scopo di far dire all’università: devo avere questa persona, non posso farmela scappare. Non è solamente lo studente che sceglie l’università, ma è l’università che sceglie lo studente, che investe le sue risorse nello studente e deve essere sicura che egli sia un buon investimento! Dopo un po’ cominciano ad arrivare lelettere di accettazione (o rifiuto, per fortuna a noi non è successo) e naturalmente prima si mandano le documentazioni, prima si ricevono le lettere.

La prima scadenza per presentare le domande con la Early Application è la fine di ottobre. Noi abbiamo cominciato a ricevere le risposte a dicembre e di solito per marzo si hanno in mano tutte. Nel frattempo la scuola continua e non è che al quarto anno non si faccia più niente e i voti possano degenerare. Accettazione o no già ricevuta, l’università si riserva di rifiutare lo studente se il suo Gpa scende sotto gli standard. Certo un po’ meno tensione c’è, anche se la stanchezza si fa sentire e dopo marzo aleggia in casa quello spirito di insofferenza nei ragazzi che si vedono già proiettati verso la vita futura!

Gli ultimi mesi di scuola trascorrono così tra sbuffi e decisioni da prendere, gli ultimi balli e gli ultimi esami Ap e le ricerche online per avere qualche soldino extra da borse di studio (ve ne parlerò la prossima settimana) e la testa che ormai corre via… Gli ultimi giorni sono tutti per la preparazione coreografica della cerimonia del diploma, della festa della comunità e delle vacanze, niente giugno sui libri per gli studenti americani per quella roulette russa che è la maturità. Vacanze, vacanze… ma l’università è lì che aspetta, alla fine di agosto si ritorna sui banchi e i conti da pagare quelli aspettano pure…

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2 pensieri su “USA, viaggio nella scuola: il terzo anno delle superiori

  1. Sempre interessantissimi questi post, così diversi dalla realtà europea … Io ho vissuto un po' tutti e due i lati, e devo dire che forse preferisco quello americano, si diventa più indipendenti, bravi a scrivere, a focalizzare sugli obiettivi … Proprio oggi correggevo delle lettere formali di application dei miei studenti spagnoli adulti e si nota che nella loro vita non hanno mai fatto nulla del genere, mancanza assoluta di coerenza.

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  2. E` vero! Anche la mia percezione delle cose da dire in un pezzo sta cambiando e lo vedo da come anche la mia scrittura stia evolvendo ( pur non riuscendo mia a diventare sintetica come lo sono loro).Parlando con mia figlia mi diceva delle tecniche di scrittura che qui insegnano gia` dalle superiori, introduzione, sviluppo della propria tesi e conclusione. in Italia, ma quando mai? io saro` pure un po' poco aggiornata sui programmi scolastici, ma ho fatto il classico e mai che di Italiano ci abbiano insegnato a come strutturare un tema o a come fare diventare piu` interessanti le nostre affermazioni. Almeno per me e` stato cosi`

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