Costi ed educazione

MILWAUKEE – Ecco l’ultima puntata del mio viaggio nella scuola americana. Ulisse ha superato tutti gli ostacoli che gli Dei gli avevano messo davanti e vede il porto di Itaca da lontano, così come gli studenti americani hanno superato tutte le prove e vedono l’agognato punto di arrivo all’orizzonte. Peccato che il mare non sia proprio calmo e su ogni onda ci sia il simbolo del dollaro: trovare i soldi per potersi permettere l’educazione superiore negli Stati Uniti può essere un problema da non poco. Ma andiamo con ordine. 

Vi ricordate che ci eravamo lasciati con la preparazione dei documenti per essere accettati alle università? Ecco, sia che si venga accettati sia che no (per fortuna a noi la seconda opzione non è successa) una risposta arriva comunque. I plichi nella cassetta delle lettere sono una fonte di gioia ed entusiasmo: la lettera di accettazione fa sentire lo studente come la persona più importante su questa terra, che ha fatto la scelta migliore per la sua vita futura! Anche qui marketing all’ennesima potenza, ma devo ammettere che ci sanno fare.

Innanzitutto la presentazione del plico che si riceve, la lettera personalizzata, le parole usate, tutto contribuisce a questa immagine professionale. Avendo ricevuto le lettere di accettazione a varie università, a cui presumibilmente si era fatta domanda perché avevano il corso di studi che interessava, uno può pensare di aver finito, che felice andrà all’università dei sogni…. Sì, finché non si è posti davanti al costo delle università e a quanto sia possibile ridurlo o no.

Se un’università è privata, ci si può aspettare di ricevere con la lettera di accettazione, una lettera che informa che, grazie ai voti (Gpa e Act), si è ricevuta una borsa di studio per merito. Questo serve a diminuire un po’ la differenza tra il costo di partenza di un’università pubblica ed una privata. Non c’è una differenza sostanziale tra il costo di un’università pubblica e una privata se si vuole andare a frequentare fuori stato (alcune volte c’è una sorta di reciprocità tra stati come ad esempio tra Minnesota e Wisconsin per cui il costo per un residente del Wi è praticamente uguale a quello per un residente del Minnesota o viceversa), c’è invece una differenza di costo sostanziale, se l’università pubblica è “in State”, cioè dello stato dove si risiede. 

Infatti parte delle tasse che uno paga sul reddito allo stato in cui risiede vanno a pagare l’università dei propri cittadini. Anche in Italia succede: parte delle tasse vanno a pagare l’educazione, ma in ogni caso in Italia andare all’università pubblica continua ad essere molto conveniente, in ogni caso, rispetto a quanto costa l’educazione superiore qui, dove le cifre variano dai 30.000 ai 60.000 $ all’anno (no, non mi sono scappati gli zeri). Insomma questo è il momento più stressante per lo studente a la famiglia, cioè scegliere l’università anche in base alle proprie possibilità economiche.

Potete capire che con cifre così solo pochi potrebbero permettersi di andare all’università, invece, pur restando un costo molto elevato, la maggior parte degli studenti americani continua gli studi. Quindi oltre alle borse di studio per merito che le università concedono direttamente, ci sono altre possibilità di ridurre i costi, basate queste sul reddito o su un impegno scritto a fare qualcosa per rappresentare l’università o lo Stato. Gli studenti sportivi ( vi ricordate i recruiters di cui vi avevo parlato, che vanno in giro negli Usa per accaparrarsi gli sportivi migliori?) che si impegnino a gareggiare per l’università (e magari sono stati accettati da un’università solo per quella promessa), ricevono borse di studio molto sostanziose. Trovo giusto che certe volte sia tenuto in conto di più lo sport delle capacità intellettuali? Beh no! Monetariamente invece lo è. Anche a chi si impegna a fare la ferma in esercito vedrà pagata la sua esperienza universitaria. 

Il governo federale poi dà ai meno abbienti alcuni strumenti per ridurre i costi, come fare la richiesta per ilFafsa Federal student Aid.  Il governo federale con il Fafsa aiuta, dà a seconda del reddito diversi livelli di aiuti che vanno dalle donazioni ai prestiti. Le donazioni sono più rare e non devono essere ripagate, vanno ad aiutare ragazzi molto meritevoli con redditi molto bassi. I prestiti invece devono essere ripagati, ma quelli ottenuti con il Fafsa non devono essere ripagati fino a quando ci si laurea. 

Purtroppo è vero che,dai dati federali, risulta comunque che il 71 % degli studenti americani si trova con un debito medio di circa 30.000 $ dopo 4 anni di università. Debiti che salgono moltissimo se si prosegue con la Graduate school, cioè prendendo un Master o un Phd (dottorato di ricerca): fino a 160.000 $.  Gli stati hanno anche dei programmi che permettono alle famiglie, da quando il bambino nasce, di mettere soldi in certi fondi legati all’educazione. Su questi fondi non si pagano le tasse, né sul reddito né sui dividenti, se questi verranno usati effettivamente per l’educazione dei propri figli. Non tutte le famiglie si possono però permettere di mettere via ogni anno delle cifre tali da coprire il costo dell’università dei propri figli, anche perché quei soldi possono essere usati per pagare le tasse universitarie e i libri, ma non le altre spese che si aggirano comunque sui 10.000/15.000 dollari all’anno. No, non mi sono scappati di nuovo troppi zeri!

Da quello che ho scritto potreste pensare che allora tutti vadano alle università pubbliche del proprio stato, perché mai le private?  Poche righe per spiegarlo. Le università pubbliche costano meno solo se si decide di andare in quella del proprio stato, perché se si arriva da un altro stato costano come quelle private. Si sceglie una università anche a seconda del percorso di studi che uno vuole percorrere, quindi si deve tenere quello in considerazione. Ci sono eccellenze sia nelle università pubbliche che private, quindi, anche a costo di pagare di più si cerca di scegliere l’università migliore.

Oltre ai prestiti si può cercare di racimolare borse di studio private. Centinaia, migliaia di benefattori in giro per gli Stati Uniti offrono borse di studio, per ogni motivo, dai più ridicoli ai più seri: ci sono le borse di studi per persone che superano una certa altezza e altre per chi non ne raggiunge una minima, altre per chi ha gemelli monozigoti, altre per chi beve tè, altre per chi ha un certo cognome in una certa area locale. Mia figlia ne ha vinta una per chi è di discendenze italiane (era l’unica tra i vincitori che l’italiano lo parlava pure, ma questo è un dettaglio…), insomma uno cerca di ridurre e ridurre, perché comunque i soldi rimangono tanti e tutto fa.

Certo che a preparare documenti e lettere di raccomandazioni (pure qui) ci vuole tanto tempo… Gli advisor a scuola dovrebbero aiutare a destreggiarsi in questa marea di borse di studio, in realtà molti si limitano a darti dei grandi libroni da consultare. Non è facile per niente! Sono mesi di stanchezza e tensione, tra desideri e conti , sempre con le calcolatrici alla mano. Quando arriva il primo maggio, data ultima per rispondere alla lettera di accettazione, è un giorno di liberazione. Da una parte o dall’altra la decisione è stata presa e si può ricominciare a dormire meglio di notte.

E per i genitori arriva anche il momento di prepararsi al giorno in cui i propri figli se ne andranno da casa, pochi mesi dopo…

Un motivo, ne basta uno solo, per essere grati

mammafelice.it

Il giorno del Ringraziamento e` la mia festa preferita nel calendario delle feste di questa parte del mondo. Del perche` mi piaccia questa festa ne avevo parlato l’anno scorso, per Alessandria News.
Le famiglie si riuniscono e tutti cercano di tornare a casa per stare insieme.
Anche noi quest’anno abbiamo qualcuno che torna e quindi c’e`un motivo in piu` per essere grati e celebrare.
Ieri sono andata a prendere Fra ed i suoi bagagli per 4 giorni a casa. Pur non avendo una gran voglia di stare in macchina e guidare per 3 ore alla fine e` andata tanto bene cosi` perche`, mentre l’andata e` stata un momento piacevole di solitudine tutto mio ad ascoltare la mia musica, il ritorno e` stata una delle nostre chiacchierate in macchina, che tanto mi mancano, un  racconto tutto d’un fiato di come vanno le cose all’universita`,  dei nuovi amici, ma soprattutto  dello stress che questo primo semestre le sta procurando e di come non veda l’ora di tornare a casa a dicembre per iniziare alla fine di gennaio con un piano di studi modificato che le fara` finalmente studiare cose che le interessano. 
E questo e` il motivo principale per cui sono grata quest’anno: ho una figlia matura, che sa prendere delle decisioni importanti e non si lascia travolgere dalle cose. 
Tra queste anche l’ammettere di avere fatto una scelta nel piano di studi, che poi si e` rivelata non quella giusta per lei. Che poi fosse quello che noi pensavamo, e` un’altra cosa. 
I “te lo avevamo detto” non sono usciti dalle nostre bocche, ma un grosso sospiro di sollievo si`. Scegliere biologia:proprio lei cosi` creativa, che scrive bene, che sa parlare cosi` bene ? Mah? Io e mio marito, quando ce lo aveva detto, ci eravamo guardati con sguardi interrogativi: pensarla in un laboratorio a studiare chimica, matematica e scienze per quattro anni solo per arrivare ad una laurea che ha senso quasi solo se si vuole continuare ed entrare a medicina. Lei infatti aveva questa carriera in testa, ma per essere psichiatra: cioe` una specialita` un traguardo a cui si sarebbe affacciata solo , forse , tra piu` di dieci anni.  L’incontro con chimica e`, in effetti, stato piu` uno scontro: un giorno mi ha chiamata piangente dicendomi che le faceva schifo studiare quelle cose, che nonostante i voti, non si vedeva passare 4 anni su quel genere di libri.
Alleluia!
Ci siamo tolti un peso dallo stomaco.
Meno male che l’universita` qui permette di cambiare percorso di studi senza problemi, in quanto le materie, vengono raggruppate sotto gruppi generici che permettono di non perdere crediti anche se si cambia percorso di studi. In effetti solo una percentuale molto piccola di studenti dichiara il Major ( cioe` la laurea) appena entrato all’universita`: quasi tutti risultano undecided ( indecisi). 
Questa indecisione permette di cambiare, specialmente durante i primi due anni, senza problemi. Cosi` sara` per lei. Altro sospiro di sollievo!
Da biologia passare ad una doppia laurea Francese e Storia dell’arte e` un bel salto, vero? Vedremo…molti mi dicono che cambiera` magari ancora. Io non credo: la vedo bene in questo ambito piu` letterario e meno scientifico. Credo che avra` una marcia in piu` sul mercato americano con il suo trilinguismo, ma soprattutto la vedo piu` serena e contenta e questo e` quello che conta.
E` una ragazza intelligente che riuscira` sempre nelle cose che fara`, ma perche` soffrire e non essere contenti?La vita e` solo una, bisogna viverla al meglio. E comunque devo ammettere un’altra cosa: il nostro ( mio e di mio marito) comportamento cosi`di sostegno e privo di giudizi, credo ci abbia fatto guadagnare molti punti ai suoi occhi, perche` prima di tutto temeva che noi  considerassimo il suo cambiare come un fallimento, cosa che invece non e` stata.
 Come mamma questo e` il motivo principale per essere grati quest’anno. Vederla felice ed eccitata per le novita`:  la mia bambina,  il mio futuro, chi e` mamma lo capisce. I nostri figli rimangono sempre per noi coloro che ci hanno guardati quella prima volta con gli occhi pieni di amore e di sorrisi, anche se sono grandi ed indipendenti.
Essere insieme noi tre e` tutto quello che conta. Averla seduta sul divano tra di noi, magari con la sua testa appoggiata sul cuore, e` un bisogno che diventa fisico quando non e` piu` quotidiano.
Anche adesso che so che sta dormendo di sopra nella sua camera, nel suo letto, avrei voglia di andare a sedermi vicino a lei e spostarle la testa dolcemente senza svegliarla sul mio grembo e stare li` a sentirla respirare ed accarezzarla, come quando era piccola
Mi basta questo, per davvero, e sono sicura che e` lo stesso per suo papa`.Ma in questo sono piu` fortunata io come mamma perche` da me certi vizi se li lascia ancora dare, mentre per suo papa` non e` piu` cosi` naturale. C’e` una barriera che fa stare entrambi ai loro posti con una pudicizia che e` cresciuta con gli anni e non permette piu` di  lasciarsi andare come quando diceva” da grande sposero` papa`”:il suo principe azzurro era lui non Jeremy!
Ci sara` una tavola imbandita oggi, ci sara` un tacchino e tutti i piatti della tradizione, da condividere con amici, ma soprattutto ci saremo noi tre e saremo grati perche` siamo insieme.

Ma a Milwaukee siete sommersi dalla neve?

MILWAUKEE – Credo che la notizia di quanto faccia freddo negli Stati Uniti vi sia giunta e anche con toni apocalittici e visioni di città sommerse dalla neve. Ebbene fa freddo, molto freddo! Un freddo inusuale per novembre. Un freddo che anche qui, dove siamo abituati a temperature che in Italia farebbero bloccare la vita nelle città, lascia sorpresi. È novembre e prima della fine di marzo, quando si spera incomincerà il “disgelo”, saremo quasi tutti depressi e cammineremo con le braccia penzolanti e l’aria persa da carenza di vitamina D e dal troppo tempo passato al chiuso. Quello è certo!

E che la depressione meteopatica sia causata anche da giornate ancora più corte che non in Italia è un dato di fatto. Milwaukee è al limite est del fuso orario, c’è quasi un’ora di differenza in meno di luce alla sera, mentre al mattino il sole sorge prima qui che in Italia.Questo non migliora lo stato d’animo di chi vive da queste parti , a meno che non si appartenga a quella percentuale di abitanti che non vede l’ora che arrivi il freddo gelido per godersi di tutto quello che l’inverno qui può offrire! Perché qui siamo nel Midwest delle foreste a nord e dei laghi. D’inverno i laghi gelano con uno spessore di più di un metro e ci si può non solo camminare sopra, ma anche guidarci sopra. Su uno di questi (Lake Winnebago) che direi è molto più grande del Lago di Garda o del Lago Maggiore ci aprono sopra una strada dove, come potete vedere nella foto sopra, possono pure transitarci i camion.

E lì, come su tutte le centinaia di laghi qui intorno, quando fa freddo freddo, si vedono decine e decine di persone che trascorrono le giornate a fare ice fishing, cioè pesca sul ghiaccio per pescare gli storioni. Altri temerari fanno sci di fondo, perché tutti i sentieri dei parchi vengono preparati per poter essere utilizzati come piste da fondo, altri camminano con le ciaspole. Insomma in effetti ce ne sarebbero di cose da fare e molti qui dicono “amo il Wisconsin perché fa freddo d‘inverno”. Contenti loro. Io pur essendomi abituata di più al clima col passare degli anni, non sono della stessa idea e vorrei poter partire e siamo solo a novembre!

Quindi fa freddo, dato di fatto, ma di apocalisse non parlerei… invece di terrorismo mediatico sì, specialmente da parte dei media europei! È vero! Come in Italia anche qui si nota una estremizzazione degli eventi atmosferici nell’ultimo periodo. Che esso sia dovuto all’uomo come molti scienziati affermanooppure a cause naturali e fluttuazioni cicliche come pensano altri, il fatto che ci siano piogge monsoniche in un clima notoriamente temperato come quello del bacino mediterraneo o freddo estremo come quello di questi giorni o di molti all’inizio del 2014 è un fatto comunque inoppugnabile. Che però noi di neve ne abbiamo forse una traccia e non metri ve lo posso garantire!

Allora vediamo se riesco a spiegarvi cosa succede qui e di come uno vivendo qui impari a convivere con le parole nuove del linguaggio meteorologico e volenti o nolenti si diventi esperti “Bernacca”. Ne avevo già parlato mesi fa a proposito dei programmi televisivi. Agli americani piacciono le previsioni del tempo, direi che ne sono dipendenti, sono forse uno dei segmenti più seguiti del telegiornali e ripetute a cadenza regolare durante i programmi. Negli Stati Uniti non si esce senza guardare le previsioni del tempo in tv o sul cellulare: ecco ci crediamo, siamo fatti così, anche perché un giorno può esserci l’era glaciale e il giorno dopo magari si può uscire con maglioncino.

Vivendo qui si imparano tante cose. Mi ricordo quando ero in Italia e piccolina, non aspettavo altro che l’arrivo dell’anticiclone delle Azzorre, mitico: quando arrivava voleva dire che arrivava l’estate sul bacino mediterraneo. Non abito più in Italia da parecchio, ma tornandoci in estate tutti gli anni mi pare che il mitico anticiclone abbia deciso di fare le vacanze altrove: ridateci l’anticiclone! Qui invece parlano di jet stream: sotto la curva del jet stream fa caldo, sopra fa freddo. D’estate il jet stream si appiattisce e si alza verso il polo nord, d’inverno si abbassa molto e nelle stagioni di mezzo diventa molto ondulato (ma chissà come mai noi siamo quasi sempre nella parte fredda!)

La new entry delle parole meteorologiche è il polar vortex, che già solo nominarlo uno sente il freddo su per la schiena: di solito per freddo che possa fare il polar vortex staziona al polo nord, dove dovrebbe stare ma ultimamente, stanco anche lui di vedere tutto bianco, ha deciso di scendere a fare un giro da noi e vendendo quanto belle sono le nostre parti… staziona qui e non se ne vuole andare. Il polar vortex porta il gelo (ma va?), ma non la neve! Può far sembrare Chicago come nella foto a sinistra, ma la neve non è legata a questo o per lo meno non lo è quella che butta metri di neve in poche ore nello stato di New York. Perché è da lì che arrivano le foto e i servizi che state vedendo in tv in questi giorni.

Da cosa è causata quella neve? Dal “lake effect” cioè l’effetto lago. Le correnti del jet stream si muovono da ovest a est e così generalmente i venti, quindi poiché la temperatura dell’acqua dei grandi laghi è più calda dell’aria ad est dei grandi laghi si deposita la neve… (noi siamo ad ovest del lago Michigan, infatti in proporzione abbiamo molta meno neve che non il lato est, ma incredibilmente questo succede anche in estate al contrario, cioè dalla parte est del lago Michigan l’acqua del lago è così calda che si può fare il bagno come al mare, da questa sponda mica tanto…) così succede questo. Chiaro adesso? A Buffalo in inverno viene giù per questo sempre tanta neve, ma ora che i laghi sono ancora molto più caldi che non a gennaio (l’anno scorso per la prima volta il lago Michigan, che è il più grande dei Laghi a febbraio e marzo era per l’80% ghiacciato: immaginatevi, è come avere il Mare Adriatico ghiacciato) il fenomeno ha assunto proporzioni mitiche, ma è un fenomeno generalmentelocalizzato. Anche qui ogni tanto succede di avere il Lake effect snow, se il jet stream ci passa proprio sopra: mi capita allora di partire da casa con il sole e di arrivare in centro città (che è sul lago) sotto una nevicata mica da ridere. Volete leggerne di più? Ecco un articolo interessante del National Geographic.

Oggi però c’è il sole, la temperatura massima della giornata sarà inferiore a quella minima di stanotte. Il jet stream ci lascia un po’ di tregua e ci fa fare cucu` dall’altra parte dove stanno gli stati più a sud. Le temperature si alzeranno, però pioverà. Domenica, quando leggerete questo post, pensatemi sotto un cielo grigio, che mi farà sentire pià vicina a voi.

23/11/2014

PS: se non siete “vecchi” come me magari non sapete chi e` Bernacca. Era il mitico colonnello dell’areonautica che allietava gli italiani con le previsioni del tempo negli anni 60 e 70, quando la Rai era l’unica TV che esisteva

 

 

I matrimoni gay: Love will win

Pubblicato da Alessandria News il 15-11-2014
 Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è un argomento molto dibattuto e controverso in quest’ultimo anno sia in Italia sia qui negli Usa. Volevo dare un ritratto vero della situazione e non ne conoscevo abbastanza. Poi pensavo che ne avrei dovuto dare un ritratto distaccato e impersonale e non ci riesco. Quindi se cercate qui un giornalista che dia voce agli altri senza fare trapelare la sua, arrivederci: io non sono una giornalista allora non posso non esprimere la mia idea. Per questo motivo posso affermare per prima cosa che sono felice! Sono felice che qui in Wisconsin sia caduto l’ultimo tabù. A giugno è stata approvata una legge che permette alle coppie gay di sposarsi.

Secondo me uno stato democratico deve tutelare tutti i suoi cittadini allo stesso modo, dando gli stessi diritti a tutti, al di fuori di ogni pregiudizio religioso o etico. I diritti devono essere codificati da leggi e devono portare dietro a sé anche doveri, ma ci devono essere. Sta poi ad ognuno di noi fare come la coscienza ci dice o come la nostra tendenza ci porta a considerare. Chi sono io per decidere che l’amore tra due donne o due uomini non è allo stesso livello del mio per mio marito?

Questo come il divorzio o l’aborto o la eterologa: la legge deve tutelare chi ne voglia/debba fare uso, poi sta ad ognuno di noi decidere. Perché prima della legge sull’aborto non si abortiva? Prima della legge sul divorzio erano tutti felicemente sposati? Allora se non diamo a delle persone gay il diritto di vivere insieme tutelati dalla legge, magicamente facciamo tutti etero??? È solo come mettere la testa sotto la sabbia, a mo’ di struzzi. Persino la chiesa cattolica ne sta prendendo atto.

E allora il 7 giugno 2014 è stata una giornata molto importante in Wisconsin. Un giudice ha decretato anticostituzionale il divieto delle coppie gay di sposarsi. Il Wisconsin in questo modo si è unito ad altri stati federali che hanno già reso legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il Wisconsin da ora in poi sarà il ventesimo stato che permette le unioni gay negli Stati Uniti

Ecco la lista dei 19 che ci hanno preceduti e che cosa o chi ha reso possibile le unioni. Otto Stati hanno permesso questo per decisione di un Giudice della Corte (e Il Wisconsin sarà il nono appartenente a questa categoria): California (giugno 2013), Connecticut (novembre 2008), Iowa (aprile 24, 2009), Massachusetts (maggio 2004), New Jersey (ottobre 2013), New Mexico (dicembre 2013), Oregon (maggio 2014), Pennsylvania (maggio 2014), otto Stati tramite un cambiamento della legge: Delaware (luglio 2013), Hawaii (dicembre 2013), Illinois (giugno 2014), Minnesota (agosto 2013), New Hampshire (gennaio 2010), New York (luglio 2011), Rhode Island (agosto 2013), Vermont (settembre 2009), tre Stati dopo un referendum popolare: Maine (dicembre 2012), Maryland (gennaio 2013), Washington (dicembre 2012).

“Il divieto del Wisconsin viola la Costituzione degli Stati Uniti”, ha detto il giudice distrettuale Barbara Crabb che ha firmato la legge. Ha aggiunto che le coppie omosessuali “hanno diritto allo stesso trattamento di qualsiasi coppia eterosessuale”.

La lotta per mantenere legali queste unioni non è finita. Gli Stati Uniti sono anche la casa di molti estremismi e idee diverse, quindi c’è ancora qualcuno a cui questa storia sta proprio sullo stomaco e sta facendo di tutto per fare cancellare la legge, dichiarandola anticostituzionale (nonostante quanto dichiarato dal giudice che ha firmato la legge). Vedi qui

E chi quella sera finalmente si era potuto sposare, non si sente ancora totalmente al sicuro. Qui dichiararsi gay non è in linea di massima un tabù: magari per alcuni ci vuole più tempo per fare il “coming out” come si dice, ma già al liceo molti degli amici e amiche di mia figlia avevano già dichiarato le loro tendenze sessuali e ancora di più andando all’università appena usciti dall’ambiente familiare. Almeno per le esperienze mie dirette, anche di miei studenti, l’essere gay non cambia generalmente l’atteggiamento delle persone nei loro confronti. C’è dalle mie parti una grande accettazione degli altri e quindi anche dell’essere gay. Non posso parlare di altre zone degli Usa, dove magari non è così facile essere accettati per quello che si è: gli Stati Uniti sono un paese dalle mille sfaccettature e non si può mai generalizzare, specialmente quando si parla di etica.

Comunque quella sera di giugno anche un mio amico si è sposato con il suo compagno. Le foto della cerimonia con i loro occhi lucidi dall’emozione e dalla felicità sono una testimonianza di un sentimento profondo, tanto da voler condividere anche legalmente con la società il loro rapporto. Quella sera la Tv ha naturalmente dato molto spazio alle decine di coppie che, appena saputa la notizia che la legge era stata approvata, stavano facendo la fila per avere la loro “licenza di matrimonio” concessa per poi andare davanti al giudice di pace e sposarsi, prima che qualcosa potesse cambiare di nuovo.

La notizia era trapelata alle 5 di pomeriggio e per quel motivo gli uffici preposti a rilasciare le licenze avevano fatto gli straordinari, così come erano arrivati giudici di pace registrati ma volontari per permettere le cerimonie immediatamente. Così si vedevano coppie chiaramente arrivate direttamente dal lavoro, con tshirt e jeans, mamme con i bambini stanchi e piangenti in braccio, pochi amici a condividere quel momento, insomma tutti lì ad approfittare di quelle finestra che si era aperta e non si sapeva per quanto lo sarebbe stata. Vedi qui
Ora il mio amico e suo marito sono sposati e sono felici, lavorano come ogni altra coppia, vivono insieme al loro cagnolino e condividono le gioie e i dolori della vita come ogni altra famiglia, tutelati però dalla legge, con la consapevolezze di poter essere presenti per l’altro se se ne presentasse la necessità. E questo non è poco.

16/11/2014

La storia infinita del post su Report.