USA Viaggio nella scuola superiore: Prepararsi ad andare all’università

Pubblicato da Alessandria News 26-10-14
MILWAUKEE – La scuola superiore negli Usa è “unica”: non esistono il liceo classico o la scuola per periti. Tutto si svolge nello stesso edificio, ma questo non significa che la scuola superiore sia uguale per tutti. Spiegare cosa succede dentro quelle mura non è facile. Da dove partire per spiegarvi? Innanzitutto sfatando un mito, un tam tam che congeda la scuola superiore americana come uno scherzo, mito divulgato da genitori e ragazzi italiani mandati a studiare per un semestre o un anno negli Usa, molto spesso durante la quarta superiore.

Pensateci bene. Vi siete domandati perché mandare un ragazzo a studiare negli Usa o all’estero in generale? Secondo voi è per imparare la matematica o per migliorare l’inglese o altra lingua straniera? Secondo voi tutti gli studenti italiani che vanno negli Usa hanno un livello di inglese così buono da navigare senza problema in corsi di matematica avanzata o di letteratura inglese (magari Sheakspeare) insegnati in inglese? Se dite di sì allora meglio che stiano a casa che costa di meno! Scusate la franchezza, ma questa cosa della scuola facile mi sta sullo stomaco!

Che poi non tutte le scuole e non tutti i distretti siano uguali, quello è anche vero. Qui le classifiche piacciono e se uno le guarda lo vede. Già detto per la scuola media ed elementare, quando le famiglie con figli si trasferiscono cercano di trasferirsi in luoghi con scuole buone, anche a costo di vivere in case molto più piccole di quelle che potrebbero permettersi in zone dove le tasse sono inferiori, ma anche il livello scolastico (leggete i due articoli su AlessandriaNews a questo legati, per capire questa mia affermazione) oppure hanno i soldi per mandare i figli alle scuole private.

Aperto e chiuso questo inciso doveroso, cercherò di spiegarvi per bene come mai questa generalizzazione sulla scuola facile è una bella bugia… Non tutti nascono premi Nobel per la chimica o la letteratura. Ammetterlo è già un passo avanti ed è bene riconoscere le proprie limitazioni o quelle dei nostri figli. Poi ci sono ragazzi che pur intelligenti hanno una intelligenza pratica, mentre farebbero una fatica orba su un libro di latino e greco. Meno male! Altrimenti saremmo tutti uguali e magari nessuno saprebbe aggiustarci la macchina o una perdita in casa.

Ecco per questo benvenuta la scuola americana che non crea status symbol e divisioni tra gli studenti. Essendo tutti sotto uno stesso tetto, gli studenti sono tutti uguali e il giorno del diploma finale tutti sono lì con il sorriso stampato a 32 denti, vestiti tutti uguali e orgogliosi di quello che hanno fatto. Pochi sono gli indizi per sapere che è bravo a scuola e chi meno (leggete Usa: ogni scusa è buona per una bella celebrazione). Ed è bello che sia così. Per carità dietro quella coreografia e quei sorrisi ci sono stati 4 anni duri, duri per ognuno, perché ognuno è spinto a dare il meglio, il meglio che può.

La struttura della scuola superiore funziona in modo simile a quella delle medie. Ci sono materie obbligatorie, chiamate “core” e altre chiamate “elective”. Per diplomarsi bisogna aver raggiunto un certo numero di crediti, suddivisi per area di studio. Anche il numero di crediti necessari per il diploma varia a seconda della struttura scolastica. Cerco di spiegarmi meglio. Innanzitutto a scuola si va sempre (in ogni ordine e grado) a tempo pieno e per 5 giorni la settimana. L’orario di entrata qui da noi varia un po’ a seconda che siano elementari, medie o superiori, ma solo per utilizzare al meglio gli scuolabus, che girano ininterrottamente dalle 6 di mattina alle 9 e lo stesso al pomeriggio, dove prelevano da scuola per primi gli studenti delle medie che (ahimé) sono i primi ad entrare alle 7 di mattina. Ogni giorno i ragazzi stanno a scuola per 7 ore circa, con mezz’ora di intervallo per pranzo.

Ogni distretto scolastico sceglie che struttura dare al suo orario. Per esempio nel nostro si era passati da una struttura tradizionale a una a blocchi. La struttura tradizionale fa sì che vengano insegnate 7 materie diverse ogni giorno, in lezioni lunghe 50 minuti. Alcune sono semestrali altre annuali, quelle semestrali valgono meno crediti. Annuali sono tutte la materie “core” ed alcune “elective”. I blocchi invece concentrano e in ogni quarto di anno scolastico, le materie insegnate sono solo 5.

Confusi? Immagino… non è facile, neanche per me che ci sono passata con mia figlia. Tre materie hanno lezioni lunghe 90 minuti. La quarte e quinta vengono insegnate a giorni alterni. Nel terzo blocco che è più lungo, ci sta anche la pausa pranzo. Anche i blocchi possono variare. Questa è la struttura che hanno nel mio distretto, ma altri distretti hanno blocchi diversi. L’anno scorso ne parlavo con un’amica qui con i figli in un altro distretto e a momenti una non capiva l’altra! Comunque i blocchi portano vantaggi e svantaggi. I vantaggi sono che si possono seguire più corsi (infatti i crediti necessari a diplomarsi sono di più), durante ogni quarto si studiano solo 5 materie invece di 7 quindi si ha più tempo da dedicare a ciò che si studia mentre gli svantaggi, a mio parere, sono soprattutto nel fatto che anche le materie annuali, che con il metodo tradizionale sono “spalmate” su tutto l’anno scolastico, si concentrano in 2 quarti, cioè metà anno, mentre quelle prima semestrali, con i blocchi diventano trimestrali.

Inoltre la velocità a coprire il materiale scolastico è anch’essa aumentata perché con lezioni più lunghe ogni giorno si copre più programma, i test sono più frequenti e anche anche i compiti da fare a casa ogni giorno. Infine, poiché ogni studente ha un piano di studi personalizzato, ad alcuni studenti può capitare di avere matematica il primo semestre di un anno, poi il secondo semestre dell’anno successivo (cioè per un anno non fanno matematica). Apparentemente questo non viene considerato uno svantaggio e infatti i risultati degli studenti negli esami statali non hanno avuto un tracollo, se mai il contrario. In effetti, considerando che tutta la struttura della scuola americana punta all’indipendenza, la scuola superiore assomiglia già molto ad una struttura universitaria.

Ogni materia “core” viene insegnata a livelli diversi, con difficoltà diverse a seconda del livello dello studente. La matematica ad esempio viene considerata molto importante nella scuola americana e viene spinta a cominciare dalle elementari. Il genietto matematico avrà seguito corsi molto diversi da quello che viene considerato normale per uno studente della sua età. Certe volte può anche essere in seconda media e seguire corsi che un altro studente farà in seconda liceo. Alla fine del percorso scolastico avrà raggiunto un livello diverso da quello di un altro ragazzo meno dotato in matematica. La sua bravura in matematica lo avrà portato a seguire anche corsi più difficili in materie dove la matematica è importante come la chimica. C’è un amico di mia figlia che durante il terzo anno delle superiori prendeva la macchina (qui si guida a 16 anni non dimenticatevelo) e se ne andava all’università a seguire quei corsi che la scuola non offriva più perché di un livello troppo elevato per poter essere considerato normale per una scuola superiore. Lo stesso succede per l’inglese (che è come l’italiano in Italia) e i Social Studies (cioè la storia, la psicologia).

Prima di tuffarmi nei diversi livelli di corsi, lasciatemi tornare un attimo alla struttura dell’orario scolastico e ai voti. Alla fine di ogni quarto i ragazzi fanno gli esami (naturalmente oltre ai test durante l’anno scolastico). Il voto nei corsi va a costruire il Gpa (Grade point average) cioè la media scolastica. Il Gpa insieme ad un altro esame che si chiama Act o Sat è essenziale per essere accettati o no in una università. Si viene martellati sull’importanza del Gpa dal primo giorno delle superiori.

Come capirete ad ogni voto corrisponde un Gpa, che sale o scende… a seconda delle “fortune” scolastiche dello studente. Questo fogliettino da me custodito con “affetto”, è stato fatto dall’advisor di mia figlia (l’advisor è un professionista che ha in affido un gruppo di studenti e li aiuta a prendere le decisioni giuste durante il percorso scolastico, perché con tutte le scelte possibili non è facile districarsi…). Era la prima volta che ci vedevamo, mia figlia era in prima superiore. La piramide dice in poche parole, se vuoi aspirare ad una università in cima alla piramide, devi mantenere una certa media. Essendo noi Wi in questo schema considera il sistema universitario pubblico dello stato, ma la sostanza resta. Lo studente non si può permettere di fare cavolate, mai… neanche all’inizio.

La prossima volta vi spiego i corsi Honor e AP, che vedete elencati qui sopra, resistete, ce la faremo!

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