Piccoli Cittadini Crescono: imparare ad affrontare le calamita`.

foto di http://www.meteogiornale.it
Ho scritto questo articolo in seguito alle immagini sconvolgenti di Genova  ( leggete il racconto nel blog di Dany, genovese,che potete trovare qui) e di quello che ha passato la settimana scorsa. Ho scritto questo articolo con le immagini di Alessandria di venti anni fa in questi giorni negli occhi ancora vivi come se fosse passato un giorno.
Nella mia vita di tragedie naturali ne ho viste e ahime` vissute in prima persona. Ero piccola, ma mi ricordo le mucche morte che passavano sotto le finestre di casa nel 68  a Canelli durante l’alluvione nella valle Belbo, poi Alessandria e la totale sorpresa nel vedere arrivare l’acqua, chi se lo aspettava? Non il sindaco che la sera prima era a passeggio in Corso Roma, la via dello shopping, non i negozianti del centro che quella mattina avevano aperto le serrande se erano pasticcerie o fiorai o giornalai, non i cittadini. Non io, che visto che la luce era saltata in centro mentre stavo stirando, mi ero comunque preparata ero andata a Messa in centro e poi a pranzo dai miei in Pista, dove tutto era normale e l’acqua non sarebbe mai arrivata. Cosi`, preccupata che la luce fosse ritornata in centro e io avessi lasciato qualcosa acceso, ero tornata a casa nel primo pomeriggio e avevo visto persone che toglievano l’acqua dalle auto salvate appena in tempo dall’arrivo del Tanaro e nonostante tutto ero andata in garage per togliere e salvare la mia con il rischio di rimanere bloccata li`. L’acqua sarebbe arrivata anche sotto casa mia di li` a poco e in tutto il centro citta`. A me era andata bene, ma di morti ce n’erano stati  ad Alessandria, e  vent’anni dopo stiamo ancora parlando di disastri che avvengono con scadenze troppo ravvicinate per essere definite emergenze.
C’e` qualcosa che non va, ma preparazione della cittadinanza: zero.
Guardando in tv Genova abbarbicata sulle colline ci si domanda come abbiano fatto a costruire in certi posti e chi gli abbia dato il permesso..o il condono. L’italia frana in tutti i sensi e le leggi fanno acqua.. ironia dei modi di dire.
Il fatto e` che, purtroppo, il problema e` oramai troppo grande per essere risolto a breve, invece quello che si puo` fare e` cambiare il futuro, cambiando le leggi, ma soprattutto cambiando la mentalita` dei cittadini e preparandoli .
Perche`  quello che mi ha sconvolto  di piu`e` stato un esperto che intervistato in TV ha ammesso la totale mancanza di un piano di azione comune. Ha fatto la similitudine con il Giappone che convive con i terremoti, ma dove, ad ogni calamita`..i giapponesi partono come formichine. Ognuno sapendo dove andare. A parte la similitudine non molto politically correct, ha ragione, perche` anche qui succede cosi`. Gli americani di fronte alle calamita` hanno un piano di azione.
Questo non significa che non ci siano errori o che la tragedia  a volte superi  di molto ogni possibilita` di salvare tutte le vite umane. La natura e` crudele: ci da` molto ma ci toglie anche molto. Gli tzunami, i tornado e gli uragani, i terremoti  e le eruzioni riescono a fare morti e non c’e` piano preventivo che sia di totale successo. Ma c’e` un piano e  meno male che non scopriremo mai il risultato di quelle tragedie se un piano non ci fosse!
 Ed il primo piano di prevenzione? Preparare i cittadini. Da piccoli tramite la scuola.
Qui succede cosi`.
Dal kindergarden, cioe` da quando hanno 5 anni, i bambini vengono preparati ad affrontare le emergenze, che siano il pazzo che entra e cerca di fare una strage o l’emergenza incendio.
Sanno esattamente cosa fare e come farla. Ogni tanto a scuola viene fatto il “fire drill”, in tutte le scuole e poi anche all’universita`. I maestri e professori  sanno che e` una prova, ma tutti la prendono molto sul serio nel caso dovesse un giorno non esserlo. Il fuoco , anche nelle case che hanno una struttura in legno e` il nemico numero uno . Stop ,drop and roll viene insegnato e ripetuto come un mantra, cioe` fermarsi abbassarsi e rotolare
Gli studenti delle elementari vengono portati dai vigili del fuoco , fatti salire sugli automezzi, fatti assistere alla vestizione dal vigile che cosi` diventa una figura nota e non un essere spaventoso se mai dovesse succedere un’emergenza ( sono piccoli, cucciolini!!!)
Ecco che vengono insegnati anche un po’ come gioco tutte le regole di sicurezza, cosa fare a cosa non fare. E certe volte le cose da non fare sono l’opposto di quello che uno sarebbe portato a fare..tipo aprire la porta e scappare giu` dalle scale. Da quando mia figlia aveva assistito ad una di queste dimostrazioni ed io ben contenta mi ero aggregata come volontaria, non dormiamo piu` con le porte aperte in casa, visto che dall’altra parte ci potrebbero essere fiamme. Detto questo e` obbligatorio negli USA averein casa  gli smoke detectors e gli estintori.
Ecco come insegnare le regole di sicurezza ai bimbi : http://childcare.about.com/od/childsafet1/tp/firesafetytips.htm
Lo stesso succede per i tornado. In ogni spazio comunitario ci sono i tornado shelters ( i rifugi anti tornado) zone costruite in modo rinforzato e dove ci si deve rifugiare. A casa bisogna andare in cantina in zone il piu` possibile lontane da porte o finestre o negli armadi a muro e chiudersi dentro. Nelle zone piu` soggette a tornado molte case hanno dei bunker in giardino. Suona la sirena e bisogna rifugiarsi e prendere la cosa sul serio. Ogni sabato a mezzogiorno da noi fanno la prova che la sirena funzioni e la fanno suonare. Ovvio che se uno la sente suonare e non e` sabato, la prende sul serio.
I temporali qui sono feroci: adesso in italia si continua ad usare il termine “bomba” d’acqua…qui lo sono sempre bombe d’acqua e come tutte le precipitazioni violente massicce ed improvvise provocano quelli che vengono definiti flash flood, cioe` quello che e` successo a Genova. La differenza? Ed e` una cosa che potrebbe essere applicata anche in Italia, perche` caspita, ditemi se c’e` uno di voi che conosce un italiano senza cellulare?
Tutti vengono allertati con il cellulare che si mette a suonare insistentemente ed in un modo totalmente diverso da ogni chiamata, prima che succeda.  
Avvertenze meteo e di flash flood cosi` uno evita di uscire. Mi sembra ovvio e non costerebbe molto applicarlo in Italia.
Lo stesso metodo di avvertenza tramite cellulare viene usato per gli Amber Alert, cioe` quando viene rapito un minore. E le stesse avvertenze compaiono sui tabelloni luminosi in autostrada, ma questa e` un’altra cosa.
Insomma ho voluto dare qualche esempio, ma altri se ne potrebbero dare.
Sento dire che l’educazione civica e la prevenzione disastri non viene piu` insegnata a scuola  e si vede!
Gli Italiani stanno ( brutte le generalizzazioni, per carita`!) diventando sempre piu` egoisti e menefreghisti della cosa comune.  Lo stato non fa prevenzione perche` ha appena i soldi per tamponare le falle, gli intoppi burocratici ed i cavilli fermano i lavori gia` stanziati? Ed un altro disastro e` arrivato.
Altri ne succederanno. Mentre sto scrivendo  i fiumi anche della mia zona ( non molto lontana da Genova) si stanno ingrossando, ma se  non ci saranno morti ( speriamo) sara` perche` funziona il tam tam mediatico, magari non sempre vero e  che certe volte a provocare infondati allarmismi, ma a quanto pare l’unico che funziona .
Il mio cuore ed i miei pensieri sono con voi, genovesi, spero che l’emergenza rientri ad Alessandria, anche se ho visto che Novi, Ovada e la zona del basso Piemonte confinante con la Liguria sono ormai inondate.
Speriamo che il povero genovese rimanga l’unica vittima. Per il resto coraggio ed un abbraccio.

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2 pensieri su “Piccoli Cittadini Crescono: imparare ad affrontare le calamita`.

  1. Il problema è questo.. non c'è prevenzione, non c'è cultura ne preparazione in caso di emergenza.. Qui i messagi in caso di allerta o forti precipitazioni arrivano.. però.. non bastano! E radere al suolo una città non è nemmeno la soluzione… Grazie per aver condiviso il mio “triste racconto”.. A Genova pare essersi tranquillizzata la situazione nonostante in centro giri l'esercito a spalare e troppe persone non hanno più nulla.

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  2. per carita`..spero di non aver dato l'impressione di voler radere al suolo Genova….pero` in molte zone d'Italia si e` costruito senza pensare alla fragilita` del territorio…e molte volte senza regole e permessi…poi tanto arriva il condono. Fa specie pero` che dei lavori glia` appaltati non siano riusciti a partire. Per grettezze personale, ne va come al solito di mezzo la comunita` e persone che ho visto piangere perche` hanno perso tutto!

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