USA Viaggio nella scuola : le scuole medie (seconda puntata)

Scuole Usa: e poi il gioco finisce

L’organizzazione delle scuole medie è per House (casa), un gruppo di circa un centinaio di studenti che condividono un gruppo di 3 insegnanti. I ragazzi ruotano in gruppi di 25 nelle aule. Le scuole sono proprio come le vedete nei film: lunghi corridoi con gli armadietti dei ragazzi
pubblicato da Alessandria News 12 ottobre 2014
MILWAUKEE – [Continua il racconto di Claudia Pessarelli sulle scuole americane: qui la prima parte]. Come in Italia, le scuole medie sono il ciclo scolastico più bistrattato e meno legato a bei ricordi. Forse perché durante gli anni delle medie ci si trasforma da bambini in ragazzi, non si è né carne né pesce, non si sta bene con se stessi? Forse. Fatto sta che quello che dice mia figlia della sua esperienza qui si sovrappone esattamente con la mia fatta qualche anno prima e da un’altra parte del mondo. Ma come funzionano le medie qui? Io ora devo parlarvi della mia esperienza, non so se in altri distretti funzionino diversamente.
Innanzitutto nel nostro distretto ci sono 5 scuole elementari, ma solamente due medie, che quindi hanno molti più studenti. L’organizzazione è per House(casa). La house è un gruppo di circa un centinaio di studenti che condividono un gruppo di 3 insegnanti. C’è l’insegnante di Inglese e Social studies (storia e poca geografia), l’insegnante di matematica e quello di scienze. Quelle si chiamano le materie Core (obbligatorie). I ragazzi ruotano in gruppi di 25 nelle aule dove li accolgono gli insegnanti specifici per la materia. Al di fuori delle house ci sono laginnastica (obbligatoria), l’educazione artistica, le lingue straniere, la musica e gli altri elective(elettivi, a scelta) con i loro insegnanti specifici. Alcuni corsi che diventeranno elective sono in realtà obbligatori all’inizio: per esempio da noi in prima media, musica è obbligatoria, come lo è un semestre di ginnastica all’anno. Poi ci sono elective che sono tali solo perché ci sono più opzioni a livelli diversi tra cui pescare, ma che devono essere comunque essere presenti nel piano di studi.
Devo ammettere che è un po’ complicato da spiegare, quindi vi rimando al link della scuola di mia figlia. Potete divertirvi ad aprire le pagine dei vari anni. Le offerte di corsi crescono man mano che i ragazzi crescono e trovano i loro interessi. Sappiate che qui non esistono diversi tipi di scuole superiori, ma non per questo tutti avranno lo stesso tipo di percorso scolastico alla fine!
Mi ricordo che in prima media tutti i ragazzi avevano dovuto fare un corso per prendere la certificazione di babysitter, non solo perché fare i babysitter è il primo lavoro dei ragazzini qui, ma anche perché dalla prima media diventa legale lasciare i figli da soli a casa (prima se succede qualcosa e il genitore non era a casa, si parla di abbandono di minore, mica si scherza!) e prima di poter curare figli di altri devono poter sapere prendersi cura di se stessi e devono sapere come affrontare possibili emergenze. Avevano anche dovuto fare un corso di costruzione, cucito e cucina (sì, maschi e femmine): io lo trovo incredibilmente educativo e per nulla stupido, non so che ne pensiate voi. Ognuno fa piccoli lavori che però rendono orgogliosi. Tutti avevano dovuto costruire gli scaffali di legno per l’armadietto della scuola, tutti avevano dovuto cucire delle tasche portaoggetti per organizzare lo stesso armadietto. Ebbene ci credete che questi scaffali costruiti in prima media sono rimasti con mia figlia fino alla fine delle superiori? E tutti avevano imparato a cucinare… beh… cucinare… già associare il verbo cucinare a un americano fa rizzare i peli ad ogni italiano, allora diciamo… ognuno aveva dovuto fare “esperimenti” in cucina!
Le scuole sono proprio come le vedete nei film. Lunghi corridoi con gli armadietti dei ragazzi, le aree delle scuole sono divise per House alle medie, e per argomenti alle superiori. Al suono della campanella c’è un caos ordinato con i ragazzi che si muovono velocemente (non si può correre, ci sono i volontari che pazientemente ripetono: no running, no running) e cambiano aula. Essere nella stessa House non significa avere gli stessi compagni per tutte le lezioni. Si avranno sempre le stesse 25 persone in inglese, 25 in matematica e così via. Mi ricordo che mia figlia e una sua amichetta delle elementari che erano nella stessa house, ma non erano mai nella stessa aula allo stesso momento.

In 6th grade (prima media) il coinvolgimento dei genitori in classe è ancora molto evidente: feste, rappresentazioni storiche e teatrali, esperimenti di chimica e ingegneria. Mi ricordo che un fine settimana eravamo andati con l’insegnante di scienze e il marito ex ingegnere della Nasa a lanciare dei razzi che i ragazzi avevano costruito a gruppi. Era stata una bellissima esperienza, vedere come i razzi partivano davvero!!! Poi man mano che i ragazzi crescono, i genitori volontari si spostano sempre più all’esterno delle aule e aiutano di più per organizzare eventi o per fare i guardiani insieme ai bidelli.

Le scuole americane non sono mai chiuse. Dopo il suono della campanella iniziano i club e le attività sportive. C’è incredibilmente sempre qualcuno ed è un bene, così si sfruttano bene gli edifici che vanno scaldati e illuminati comunque. Fino qui tutto bene: però ci sono anche le storture, quelle cose che fanno storcere il naso, che stonano. La più grande a mio parere? La regola che non ci può essere contatto fisico tra gli studenti. Nessuno. Un abbraccio? Vietato. Un bacio tra filarini anche sui marciapiedi esterni della scuola? Portati davanti al preside e trattati come se avessero portato droga a scuola. Non si può abbracciare o consolare amiche/amici neanche dello stesso sesso.
Nelle conseguenze di questa regola sono incappati sia mia figlia, sia i figli di una mia amica italiana, che, fratelli, si sono abbracciati ignari. Mia figlia che in terza media ha “osato” dare un bacino sulla guancia al ragazzino sul marciapiede della scuola mentre aspettavano i loro scuola bus, era stata presa e con lui portata davanti al preside. La scuola aveva chiamato noi genitori e i ragazzi erano stati costretti a passare due ore dopo scuola a fare servizio a scuola, insieme ad un ragazzino che spacciava. Non era rimasto segno della cosa nei loro record solo perché era la prima offesa. Che dire, non è mai più successo. Sono d’accordo? No! Lo trovo totalmente esagerato e fuori luogo. Però quando penso al risvolto della medaglia… non so più a chi dare ragione.
Nda: Le foto sono tratte dal sito della scuola e potete anche vedere la pantera, mascotte della scuola.
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