Il nuovo per tutti

Siamo tornati a casa domenica un po’ intontiti.
Sappiamo che nostra figlia e` all’universita`per restarci e che quelle auto cariche di cose significavano un trasferimento piu` lungo di una vacanza separati da lei.
Ma sara` per spirito di “autodifesa”, vi posso dire che cinque giorni dopo sto ancora bene…. forse, come direbbero qui, IT DIDN’T HIT YET!
Temevo il mio primo giorno di insegnamento, il trovarmi davanti studenti della stessa eta` di mia figlia, invece niente….oddio niente: non gli sono scoppiata a piangere in faccia, dentro un po’ di magone c’e` stato, ma meno di quanto pensassi.
Quando avevo accompagnato Francesca a SOAR ( orientamento in preparazione dell’universita`:clicca qui )avevano suggerito a noi genitori di “stare lontani”, “lasciargli spazio”, fare si` che fossero loro a telefonare o a dare notizie.
Bene direi che quella e` la parte piu` difficile.
Quando i figli vivono in casa, si sa se sono tornati sani e salvi, ti girano intorno: al mattino la loro faccia e` il termometro della situazione, gli leggi in faccia felicita` e dispiaceri, stanchezza o determinazione.
Se non li hai sott’occhio queste cose non le sai.
E` tornata sana e salva alla sua stanza?
E` felice o le fa schifo tutto?
Ha gia` conosciuto qualcuno/a e si sta creando amicizie nuove oppure piange la lontananza di mamma e papa` Jeremy?
Giuro ho resistito: non ho chiamato, non ho mandato sms.
Io
Mio marito..meno! E chi l’avrebbe detto che il papa` italiano e` piu` protettivo della mamma italiana?

Il fatto e` che Karolina, la sua compagna di stanza sarebbe arrivata solamente ieri, quindi Fra poteva essere veramente sola, mentre faceva quel Mad Biology Boot Camp, a cui l’avevamo spinta noi ad andare pensando che fosse un aiuto imteressante per districarsi nei meandri dell’educazione americana e iniziare bene il suo percorso di studi ( che tanto facile non e`).

Mio marito non ha chiamato, ma le ha mandato messaggini. “Ciao, ti sei svegliata bene?” ” Si`” ( e` viva e sana e salva)
Il giorno dopo” Ti piace quello che stai facendo?” ” Molto” ( evvai non ci maledice!)
Mercoledi` era la fine del boot camp e al pomeriggio le ho mandato io un messaggio( tre giorni…ammettetelo bella resistenza): ” Finito?  Bella esperienza?” ” Mamma sono con Rachel, ti chiamo quando torno in camera” ( Rachel? nuova amica!)
E poi mi ha chiamato mentre stavo tornando a casa dal lavoro. Per fortuna ero gia` davanti a casa. Ho fermato la macchina e per 20 minuti e` stata mia. Aveva voglia di parlare e me la sono goduta ( mi mancheranno molto le nostre chiacchierate).
Mi e` stato riversato addosso un fiume di parole, che ho ascoltato in silenzio, felice.
Perche` sta bene, veramente. L’esperienza del Boot Camp e` stata piu` che positiva..utilissima!
Hanno incontrato i professori, gli hanno dato dritte su come studiare, come preparare le ricerche e soprattutto come entrare a fare ricerca da subito, fino a come scrivere il loro curriculum per essere appetibili ed entrare nelle scuole di medicina.
 E hanno incontrato altre persone con gli stessi interessi, perche` erano divisi in gruppetti di 7 e lei con il suo gruppo si e` trovata benissimo. Rachel infatti era proprio parte del suo gruppo ed e` nel suo stesso dormitorio.
La sua camera cosi` accogliente era gia` stata la sera prima, sede di una serata con i nuovi amici. 
Ieri finalmente e` arrivata Karolina, con cui aveva gia` condiviso 5 giorni di campeggio senza che finissero per strapparsi i capelli! Speriamo che l’atteggiamento positivo che hanno l’una nei confronti dell’altra continui anche nella vita condivisa in spazi chiusi e limitati.
Aspettiamo foto con il lavoro di preparazione della camera completato. Di certo, gli spazi saranno tutti molto sfruttati, se mi e` arrivato da Fra il messaggio ieri sera che i genitori di Karolina devono tornare a portarle cose che nell’auto non c’erano state! E la stanza era gia` abbastanza piena solo con le cose di Francesca.
Da adesso in poi so che sono in due a controllarsi a vicenda e sono gia` molto piu` tranquilla, posso rilassarmi.
Martedi` iniziano le vere lezioni e capiremo presto se l’entusiasmo continua.
Intanto qui a casa la vita continua, in due. Gli empty nesters approfittano gia` di questa ritrovata indipendenza per farsi un lungo fine settimana a Chicago.
Giusto cosi`, alla fine!
“Io penso positivo, perche` son vivo perche`son vivo” improvvisamente mi e` venuta in mente questa vecchia canzone di Jovannotti e mi sembra che calzi a pennello. 

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11 pensieri su “Il nuovo per tutti

  1. Bellissimo leggerti Claudia. Sono a meta' tra l'immedesimarmi in te, come mamma, e l'immedesimarmi in tua figlia, come ragazza che ha fatto l'universita' fuori sede in italia ed ho vissuto, in parte, quello che sta vivendo Francesca. Deve essere dura stare lontano dai nostri figli, vederli mettere le ali, ma penso che le state dando un'opportunita' unica e che le vostre chiacchierate saranno ancora piu' belle e intense. In bocca al lupo a tutte e due!

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  2. Grazie! anche io vivevo fuori casa durante gli anni dell'universita`, ma qui il distacco e` direi piu` definitivo, decisamente diverso lo spirito con cui i ragazzi americani partono da casa dal nostro. bello pero` vederli crescere cosi` indipendenti! che abbia ali molto forti per volare sicura e lontano!

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  3. Ricordo quando mia figlia andò all' università e andava via al lunedì e tornava al venerdì sera…ben è andato tutto bene. L' importante è cercare, secondo me,di ragionare e vivere ogni periodo della vita in modo adeguato al momento e tutto si supera comunque ribadisco che i tuoi articoli sono, veramente, interessanti. Grazie della compagnia

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  4. Grazie! E vedrai come corrono gli anni e ti ritroverai due ragazzotti con la barbetta ispida e poi uomini in un baleno. Lo vedo con Jeremy, l'eterno ragazzo di mia figlia. hanno cominciato 4 anni fa, erano poco piu` che bambini, ora lui fa l'ultimo anno di universita`: gli e` cambiato tutto persino la faccia!..ummammamia come passa il tempo!!!

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