Usa Italy on the road

pubblicato da Alessandria News il 17 agosto
MILWAUKEE – Quando si pensa agli Stati Uniti si immaginano spazi immensi. Molti film hanno rappresentato questi spazi attraverso viaggi su infinite e diritte strade, dove per chilometri non si incontra paese o anima viva. Dagli iconici Easy Rider e National Lampoon’s Vacation alle commediole come Are we there yet?, il viaggio tipicamente americano è quello fatto in moto o in macchina (ma anche sugli autobus della Greyhound). Nei miei diciannove anni di Stati Uniti di chilometri ne ho macinati tanti, anche su viaggi a lunga distanza e posso confermare che l’immagine che avete visto nei film corrisponde al vero. È proprio così e non serve essere nel deserto. Ci sono strade che basta un numero a farle riconoscere.

Una di queste è la California Road 1, una strada dai paesaggi mozzafiato che costeggia il Pacifico. Ne abbiamo percorso un tratto limitato, ma devo dire che è indimenticabile. Le prime tre foto si riferiscono al tratto denominato Big Sur, fatte durante il nostro viaggio di qualche anno fa. 

Un’altra è la Highway 66. Non siamo ancora stati in quell’area degli Usa, ma sono sicura che molti di voi la conosceranno anche solo per nome, come la conosco io. È una delle prime strade costruite negli Usa infatti viene chiamata “mother road“, strada madre. Strade iconiche o no, quando si viaggia negli Stati Uniti, ci si deve aspettare di percorrere ore ed ore in macchina, o anche giorni, a volte sentendosi un po’ come i pionieri di secoli fa. Negli anni in cui vivevamo a Pittsburgh abbiamo sfruttato la centralità di quella città ed abbiamo visitato molte zone della costa Est degli Usa, e sempre in macchina. Era più facile viaggiare in macchina con una bimba piccola. C’erano sempre tante cose da portarsi dietro e per lei, come per la maggior parte dei bimbi, l’auto aveva un piacevole effetto soporifero, così si poteva viaggiare più a lungo, ma era anche più facile fermarsi e seguire le sue esigenze di pappe e cambi.

Pittsburgh sarà stata pure in una posizione vantaggiosa, ma per arrivare da Pittsgurgh a NY, Philadelphia, Washington, Baltimora e le altre zone dove siamo stati, ci volevano comunque sempre almeno 6-7 ore di viaggio. Con un po’ di incoscienza, la sottoscritta andava anche spesso da sola da Pittsburgh a New York a trovare dei cari amici che abbiamo avuto la fortuna di avere “vicini” in quegli anni: con figlia di pochi mesi e servizio cellulare praticamente inesistente attraversavo i boschi del nord della Pennsylavania, dove anche trovare una pompa di benzina era una fortuna e dove si andava per chilometri senza incrociare un’altra auto. Eccoci a Central Park, con la mia super pettinatura anni ’90!

Quando è stato il momento di trasferirci a Milwaukee, c’era il problema di trasportare le auto qui, quindi ci è sembrato logico guidare i quasi 900 km di distanza tra le due città. Era gennaio e abbiamo proprio rischiato con il clima di queste parti. Ci è andata bene che la neve aveva deciso di dare una tregua di due giorni e siamo potuti arrivare senza intoppi, anche se avevamo preventivato una tappa a circa metà strada per sicurezza. Dopo allora siamo ritornati parecchie volte a Pittsburgh, ma non abbiamo mai più fatto tappe intermedie. Da allora ho guidato molte volte anche fino al Sud Carolinaper andare a trovare la mia amica che vive là e una volta, invece di tornare subito a Milwaukee, sono passata da Pittsburgh per andare a trovare altri amici e poi da Detroit, dove in quegli anni mio marito trascorreva lunghi periodi per lavoro. Insomma tutto questo per dirvi che ho una certa esperienza di guida anche qui, e in tutte le stagioni. E anche quando ritorno in Italia ogni anno uso sempre l’auto, sia che siamo in giro per vacanza in famiglia, sia che io debba andare al mare in Liguria o nei dintorni a trovare amici e parenti. Quest’anno in 3 settimane di permanenza ho macinato più di 1500 chilometri, senza che ci sia stato alcun viaggio speciale, se non andare in Trentino dai nonni.

Ecco che allora vorrei paragonare il modo di guida americano a quello italiano con vizi e virtù degli americani e degli italiani al volante e le cose ridicole che si trovano sulle strade dei due paesi.

Chi guida meglio? 
Sarò di parte, ma senza dubbio noi italiani diamo dei punti agli americani al volante. Da sempre siamo abituati a muoverci nella giungla cittadina, a sviare pedoni, biciclette e motorini che compaiono all’ultimo momento come in un videogioco, abbiamo riflessi da predatori e mille occhi e mille mani che ci permettono di fare mille cose in contemporanea. Sicuramente intrattenere lunghe conversazioni al cellulare (non con viva voce) e mandare sms sono due delle attività preferite, alla faccia della legge.Gli americani preferiscono 1) mangiare, 2) leggere il giornale 3) truccarsi… se donne. In alcuni Stati è ancora legale parlare al cellulare tenendolo in mano: in Wi lo è, in Illinois no… troncare una telefonata al confine diventa allora d’obbligo. Non si può mai mandare sms mentre si guida.​ Complici automobili che quasi sempre sono a cambio automatico, gli americani in macchina non hanno grandi cose da fare, infatti per rompere la monotonia della guida frenano, sempre e dovunque… che serva o no!

Una delle cose che li impaurisce di più è guidare in vacanza in Italia. Mi è già capitato di aiutare due amici a pagare le multe con autovelox che si erano beccati in Italia… perché quelle arrivano anche qui! E questo mi porta al punto successivo: i limiti di velocità in autostrada. Chi arriva negli Stati Uniti si stupisce prima di tutto dei ridicoli limiti. Essere su un’autostrada a 4 corsie per senso di marcia e avere un limite di 55 m/h (circa 90 km orari) è ridicolo. Succede in Illinois e nessuno effettivamente lo segue. Che la polizia ci sia, è un dato di fatto, che faccia multe non lo so. Secondo me se si va alla stessa velocità di tutti gli altri non se ne prendono. C’è la leggenda che facciano multe solo se si ha la targa del Wisconsin, perché ce l’hanno con noi… comunque tutti vanno allegramente a 75-80 m/h (circa 130 km orari) che in effetti sarebbe più logico. Altri Stati hanno limiti diversi: dalla mappa che segue per provare velocità “italiane” dovremmo andare tutti in Texas dove il limite in alcune aree è addirittura 85 m/h!

La mappa qui sopra è aggiornata, ma la velocità rappresentata è quella massima consentita. Sulla HW94 che collega tra l’altro Milwaukee a Chicago, e di cui scrivevo sopra, il limite in Ill è comunque 55 m/h. Chissà perché? Comunque a parte i limiti bassi di velocità, la guida sulle autostrade americane è rilassante, a file parallele e capita molto spesso che tutti vadano alla stessa velocità, auto e camion. I camion non hanno limiti di velocità inferiori, anzi di solito sono quelli che vanno più veloci perché hanno sul cruscotto i sensori che sentono le auto della polizia con il rilevatore di velocità: se vanno veloci loro vuol dire che non c’è polizia e si può sforare… ma non fatelo e non dite che ve l’ho detto io!

Andando tutti quasi alla stessa velocità succedono due cose: la prima è che ogni sorpasso dura un’eternità, la seconda è che si può viaggiare per ore vicino a una stessa auto che precede o segue. Se tutte e tre le corsie sono occupate, pazientemente si aspetta che si formi un qualche varco a destra o sinistra per superare (sorpasso a destra consentito). Nessuno fa i fari, nessuno ti si attacca a 2 cm dal dietro della macchina. In autostrada in Italia se si incappa in un camion che supera, si formano tappi eterni, ma è anche vero che se si ha una macchina non proprio potente, che ha bisogno di pensarci un attimo prima di accelerare e superare, ci si trova subito uno stampato sul didietro che fa i fari (tutti hanno una maledetta fretta?), anche se prima di superare si era ben guardato e non c’era nessuno all’orizzonte nello specchietto retrovisore.

Però mi piace guidare in autostrada in Italia: mi si acuiscono di nuovo i sensi, provo l’ebbrezza della velocità e mi ricordo come si guida veramente, salvo poi non ricordarmi che qui “chi va piano va sano e va lontato” e l’altro giorno andando a Madison non mi sono resa conto di aver pigiato un po’ troppo sull’acceleratore “italian way” e meno male che non c’era la polizia!

I limiti di velocità sulle strade italiane e gli autovelox. C’è sicuramente una mente perversa e crudele dietro chi stabilisce la velocità sulle strade statali italiane. “Ai miei tempi” erano 90 km orari, adesso non si sa e soprattutto non si sa quando e come questi diminuiscono (ma si è sicuri che dopo c’è subito un autovelox!). Caspita, capisco che dentro un paese si debba andare piano, ma che in pochi chilometri i limiti di velocità cambino cinque o sei volte e in aperta campagna, questo no! Poi che l’autovelox sia 5 metri dopo il cartello che indica il limite di velocità ha secondo me due ragioni: far succedere un incidente perché per ridurre la velocità così in fretta non si può fare altro che frenare o/e rimpinguare le casse del municipio perché una multa per eccesso di velocità in quelle condizioni è quasi sicura. Mia mamma ne ha ricevuta una perché andava a 72 km orari in una zona con limite 70! No comment! E se noi ci possiamo ancora salvare, perché ci siamo abituati ai trucchi nascosti, gli americani in vacanza in Italia si beccano multe in quantità, anche se poi in generale vanno in macchina molto più lentamente di noi.

La Polizia. Sulle autostrade americane la polizia c’è. Se ti ferma sei sicuro che ti fa la multa: vedersi una pattuglia che ti segue e che accende le luci come un albero di Natale deve essere da angoscia. Non mi è mai capitato, ma so che ci sono regole ben precise da adottare e la prima è quella di non scendere dalla macchina e mostrare ben bene le mani sul volante. La polizia è armata e le armi le usa. Oltre a far rispettare i limiti di velocità la polizia è lì per controllare che uno non abbia bevuto e poi si sia messo alla guida. Facendo questo, il numero di morti per guida in stato di ebbrezza è diminuito del 30% in venti anni, ma sono sempre ancora più di 10.000 morti all’anno: un numero troppo elevato. Sulle autostrade italiane la polizia c’é?

Costi e servizi. Molte, ma molte autostrade americane sono gratuite e se non lo sono, costano comunque poco. L’inverno nel Wi lascia le autostrade come un formaggio gruviera, piene di buchi, quindi la primavera e l’estate sono le stagioni dei lavori in corso perché il clima lo consente. Essi però hanno date di inizio e di fine che vengono di solito rispettate e i lavori vengono svolti principalmente durante le ore notturne per rendere minimi i disagi. In altre zone degli Usa, con clima migliore, le autostrade sono perfette, anche se gratuite. Se le autostrade sono gratuite bisogna uscire per fare benzina e mangiare qualcosa, se invece sono a pagamento, esistono aree di servizio simili a quelle delle autostrade italiane, meno la qualità del cibo (i panini e i ristoranti degli autogrill italiani sono buonissimi!!!). In ogni caso esistono sempre anche aree di sosta con bagni e macchinette che vendono da bere e merendine, anche in aree sperdute degli Usa. Sono tutte pulitissime, ombreggiate, con tavoli da picnic per mangiare e bagni pulitissimi e gratuiti. Niente scritte, niente vandalismi: di solito si possono trovare espositori con mappe dello stato e depliant delle zone turistiche vicine. Chela benzina costi meno negli Usa lo sanno tutti: oggi costa 3.39 $ al gallone (cioè 66 centesimi di euro al litro), che diminuisca visibilmente o cresca anche visibilmente durante i vari periodi dell’anno oltre che per le flessioni del prezzo del petrolio, quello magari non lo sapevate. Però sì: diminuisce anche!

Le autostrade italiane costano e parecchio. I lavori vengono fatti, ma quello che mi ha sconvolto (anche a seguito di frequenti notizie di morti sul lavoro in autostrada) è che gli operai lavorino di giorno, anche se il traffico sarebbe inferiore durante le ore notturne, e come poco siamo protetti quei poverini. L’unica protezione è un mero giubbotto catarifrangente che li fa intravvedere nel buio delle gallerie, lavorano a pochi metri dall’inizio dei lavori e troppo vicini alla auto che continuano a sfrecciare, perché i limiti ridotti di velocità non sono sempre visibili e reiterati.

Regole e leggi per guidare negli Usa. Quando si viaggia negli Usa come turisti basta la patente italiana, come basta quella americana se si viaggia come turisti in Italia. Se si diventa residenti qui, le leggi cambiano. In ogni caso se volete avventurarvi in un viaggio on the road in America, dovete anche e comunque conoscere le regole della strada che vi eviteranno brutte figure al meglio o infrazioni e incontri con la legge al peggio. Per queste informazioni rimando ai blog di tre amiche che hanno parlato ed esaurientemente dell’argomento: Valentina per Parole Sparse, La Greis diBuongiorno Milwaukee ed Ero Lucy Van Pelt. A loro si aggiunge la guida di Jack.

Buona lettura e sono sicura che troverete, nelle loro storie, altri vizi e virtù degli americani al volante visti dai nostri occhi italiani e penserete a come siete voi al volante. Meglio o peggio? Innocenti o colpevoli?

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9 pensieri su “Usa Italy on the road

  1. MA sai che la regola ti ferma=multa non é sempre così ti possono dare anche solo un warning, speso scritto, che é una sorta di richiamo, ovvio che alla seconda non sfuggi se sei recidivo….poi e discrezione del poliziotto quindi dipende anche dalla gravita dell'infrazione 😉

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  2. Sei stata nominata! Con questo blog mi fai davvero sorridere con ogni tuo post e per questo sono felicissima di nominarti per il “The Very Inspiring Blogger Award”. Un piccolo riconoscimento per le emozioni che sai regalarmi con ogni tuo post! Un abbraccio

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  3. In America ho guidato serena con il cruise in azione ma effettivamente dopo un po' non sapevo cosa farne delle mie mani.

    Io sono Romana, guido benissimo e non mi spavento facilmente.
    Adoro parcheggiare dove altri reputano impossibile l'impresa.
    Ho praticamente sempre lavorato in centro ed ho passato almeno 2 ore al giorno nel traffico cittadino.
    Ormai non vedo l'ora di poter guidare qui dove sono ed abbracciare un po' di sana civilta'. 🙂

    Ah, trovo assurdo che la nostra autostrada si continui a pagare dopo tutto quello che gia' ci e' storicamente costata…

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  4. Qui posteggiare e` uno scherzo e temevo di aver perso lo smalto, invece ieri ho fatto un posteggio da manuale in uno spazio che era , forse, 10 centimetri piu` lungo della mia macchina! Mi sono sentita euforica ed orgogliosa di me stessa: ci vuole poco per farmi felice!

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