Un viaggio attraverso i sensi

Un viaggio si vive con tutti i sensi, e naturalmente quando si tratta di un viaggio nel proprio paese d’origine a maggior ragione essi vengono stimolati: ritornano alla superficie sensazioni da memorie lontane e se ne creano di nuove. Non sono sempre tutti stimoli positivi, ma per fortuna mi accorgo che cio’ che e’ positivo ancora supera cio’ che e’ negativo, meno male! Sono in Italia in vacanza e annuso, guardo, tocco, ascolto a piu’ non posso e voglio raccontarvi queste mie sensazioni.
Do molta importanza all’olfatto: riconosco il profumo dei gelsi nella campagna che circonda la mia citta’, mi inebria il profumo del mare e della natura ligure, ma anche piu’ terra-terra, mi riempio degli odori di certi negozi, cosa che negli asettici negozi statunitensi non mi capita. Oggi sono entrata in un vecchio colorificio per comprare un blocco da disegno per mia figlia: quel profumo di trementina e di colori che richiama la tradizione, indimenticabile, e’ riemerso dalla memoria facendomi sentire bambina. Entrare in una salumeria, dove c’e’ quel misto di odori , di formaggi e di pelle di salame: se vivete in Italia lo date per scontato, ma vi basta essere lontani che sertirlo e vi fa venire un groppo allo stomaco: mi e’ capitato di andare da Eataly a Chicago alcune settimane fa ed eccolo li’ nell’angolo della salumeria quel preciso odore, che in questa ultima settimana ho annusato vogliosamente e abbondantemente nel mio tour de force  per mangiare tutte le cose che mi mancano normalmente e che adesso deliziano non solo il mio olfatto, ma anche il mio gusto ed i miei occhi,  ma che appena poco fa era una memoria lontana un anno. Per non parlare del profumo del pane fresco e della focaccia che escono trionfanti dale panetterie e l’odore di pesce delle pescherie o dei caffe’ dei bar. E’ un misto di odori e profumi che parlano di tradizioni e di vita vissuta anche per le strade.
Gli odori della citta’ non solo solo profumi purtroppo, lo smog attanaglia le mie narici facendomi mancare il respiro, l’odore di sudore troppo comune qui d’estate a cui non sono piu’ abituata ( non che lo fossi prima, ma adesso mi colpisce ancora di piu’) , quello dei bidoni sempre troppo pieni di spazzatura e quello dell’urina che e’ purtroppo una costante di ogni passaggio solo un po’ piu’ protetto dalla pubblica vista.
Gli occhi seguono il naso, non ve ne siete mai accorti? Alla fine, come gli animali, ci basiamo molto di piu’ sull’olfatto che sulla vista per avvicinarci o allontanarci da qualcosa o qualcuno. I miei occhi comunque vagano curiosi: riconosco le persone come  mie, mie perche’ sono parte della mia stessa gente. Le donne anziane piccole e minute, le mie coetanee troppo  tirate ( mi domando se sarei diventata cosi’ anche io se fossi rimasta qui), le ragazze giovani troppo vistose e provocanti.  Nessuno sorride, le donne guardano le altre donne con un misto di invidia e controllo, molti uomini indugiano un po’ troppo e specialmente su mia figlia. Lei che non e’ abituata, e’ infastidita ed imbarazzata ( assolutamente non lusingata:  e’ troppo Americana), io, che ci sono passata, lo trovo parte del “paesaggio”  e alla fine, poiche’  in America sono invece totalmente invisibile,  tutto questo fastidio non me lo da’… vuol dire che qualcuno mi guarda ancora ( anche se l’eta’ media dell’occhiataro-mi invento le parole- si e’ notevolmente alzata!). I miei occhi indugiano molto sui paesaggi, cosi’ diversi da quelli dell’area degli USA dove vivo. Complici le pioggie che mi dicono, sono state la caratteristica dell’inverno e della primavera passati, tutto e’ straordinariamente, rigogliosamente verde! In macchina ieri ho passato gli Appennini per arrivare al mare e i paesini,molti con castelli,  che si stagliavano contro il cielo blu, non mi sono mai sembrati cosi’ belli. Oggi il mare e’ blu, e non sara’ quello dei Caraibi, ma sa di estate, giochi sotto l’ombrellone, amici mai dimenticati e oziosi pomeriggi senza aria condizionata, ma con il venticello dal mare a rinfrescare e ad invogliare il sonno per un riposino pomeridiano senza pensieri.
L’udito si bea dei diversi accenti ed inflessioni del linguaggio: nella mia citta’ i neh? A chiedere conferma di qualcosa, la erre arrotolata e la cadenza familiare. In Liguria c’e’quel misto di accenti vacanzieri generalmente del nord italia, Milano Torino Genova, gia’ la persone da Bergamo in la’ diventano piu’ rare. Negli ultimi anni si sentono lingue diverse, che invece erano rarissime quando vivevo qui.  A parte le lingue c’e’comunque sempre troppo rumore: direi che siamo ai limiti dell’inquinamento acustico. Io che in USA vivo ai bordi del bosco, con l’unico rumore gli uccellini ( o gli ululati notturni di qualche non specificato essere che non voglio scoprire), non sono abituata. Noi italiani produciamo un sacco di rumore. Parliamo forte, sentendoci come attori su un palcoscenico che devono rendere partecipi tutti delle loro vicende personali, ascoltiamo la musica senza auricolari , abbiamo quei maledetti Ape Piaggio e motorini che fanno piu’ rumore di un aereo,  i cellulari hanno le suonerie piu’ odiose e rumorose del pianeta e mai rispondiamo al primo squillo! Ok qui ho esagerato avrei bisogno io di una suoneria piu’tosta visto  che vengo accusata  da tutti di non rispondere mai al telefono, ma ho reso l’idea vero? E poi ci sono i treni,e la gente che alle tre di notte parla forte come se fosse mezzogiorno,  ma ci sono anche le campane delle chiese e quelle, nonostante battano i rintocchi a tutte le ore e al mattino, specialmente la domenica e nei paesi, vadano in onda delle vere e proprie sinfonie, sono un suono  ben accetto: parlano di tradizioni,morti e vite, nascite matrimoni e vicende umane belle o brutte.
Ed il tatto? Le sensazioni tattili sono meno esplosive, ma ci sono . I legni vecchi dei mobili di casa hanno quella ruvidezza che sa di storia, come sa di storia e vissuto il velluto delle poltrone della nonna. I piedi sono stanchi , ma felici..il caldo dell’asfalto o della sabbia sognifica lunghe camminate, che mi sogno negli States, dove sono costretta ad usare la macchina sempre.

Ho finito  il mio viaggio attraverso i miei sensi, non ho pero’ ancora finita la mia vacanza in Italia e sono  ancora ansiosa di incamerare altre memorie da portare indietro con me e da riconoscere durante il mio prossimo viaggio o in luoghi estranei dove un odore, un colore o un suono mi possano parlare di casa.

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6 pensieri su “Un viaggio attraverso i sensi

  1. MaryA

    Bellissimo questo post.Sono felice di averti scoperta.
    Anche io, nei miei pochi spostamenti, utilizzo molto i miei sensi. Credo di averlo già scritto in qualche altra parte, ma a me è successo durante il mio primo viaggio negli States di ricercare e riconoscere certi profumi della mia infanzia, quando i miei familiari tornavano in Italia dagli USA. Aprivano le loro enormi valigie e sentivo l'odore della loro vita lì, fatta di profumi ed essenze che si portavano dietro dai loro ambienti. Infatti, quando sono andata da loro, passavo il mio tempo a “sentire” ogni profumo, ogni alito di vento, ogni brezza e li riconoscevo come parte di un mio passato. E' un discorso un tantino lungo, ma volevo solo dirti che mi riconosco nelle tue parole e nelle tue emozioni, anche se collocate in un Continente diverso.
    Buone vacanze italiane.

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  2. Ciao! Ti ho appena scoperta 🙂 io vivo in Italia, nella Liguria che hai citato 🙂 e non ho mai espatriato. La trovo un'incredibile scelta quella di trasferisi in un altro continente. Chissà che emozioni ogni volta tornare, credo che Italia e Usa ( leggendo altre blogger expat ) siano profondamente differenti. Mi unisco con piacere ai tuoi lettori.
    A presto 🙂

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  3. Anche io ti scopro oggi, grazie al blog di Mamma in Oriente!!
    Rientrata da pochi giorni in Brasile, dove attualmente abito, sento le tue parole particolarmente vicine e familiari. Abitiamo in due paesi molto diversi tra loro, ma quando si parla di tornare a casa, trovo sempre più somiglianze nelle sensazioni provate da chi, come noi, all'estero ci vive.
    Buon proseguimento di vacanza!!

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