Il mio viaggio nella cultura USA: oggi parliamo di libri

Vivere la cultura, made in Usa

Nei ricchi Stati Uniti molti servizi si basano sul lavoro non retribuito di volontari che mettono a disposizione il loro tempo e la loro specializzazione per la comunità. Librerie, book crossing e biblioteche: ecco come si legge a Milwaukee
Pubblicato da Alessandria News il 15 giugno 2014
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MILWAUKEE – Che cosa è la cultura? Non è una domanda a cui è facile ed immediato rispondere. Secondo me innanzitutto è curiosità vissuta con umiltà. Se si pensa di saper tutto, quella non è cultura, ma è all’opposto il primo sintomo dell’ignoranza. La cultura è anche avere rispetto degli altri e delle idee altrui. La cultura prende molte forme diverse e non per tutte bisogna aver passato anni sui libri. Il bello della cultura è che può essere manipolata a seconda dei propri interessi. Non essendo possibile sapere tutto di tutto, l’importante è mantenere viva la mente e non arrendersi, mai! Al giorno d’oggi siamo particolarmente fortunati in questo senso, possiamo per esempio viaggiare il mondo anche se non ne abbiamo le possibilità economiche o fisiche. La tv, i giornali e internet aiutano molto ad aprire la mente, se la nutriamo con informazioni corrette. Certo che se si guardano solo programmi spazzatura o si viene risucchiati dall’odio che serpeggia in molte notizie e commenti senza metterci nessun senso critico allora peccato, la battaglia è persa in partenza. La cultura è anche trasmettere le proprie tradizioni, il proprio linguaggio e le storie degli antenati: sapere da dove veniamo e chi siamo. Senza cultura una comunità è persa e senza speranza.

È imperativo che la cultura sopravviva per il nostro futuro e che la curiosità venga nutrita con strumenti adatti. Per questo oggi vorrei incominciare a raccontarvi dei diversi aspetti della cultura negli Usa, di come qui sia meno immediato essere immersi quotidianamente nella storia, che invece ci parla da ogni angolo in Italia, in Europa e in altre parti del mondo, ma come alla fine quello che caratterizza l’approccio alla cultura negli Stati Uniti possa essere racchiuso nelle parole: curiosità e umiltà. Per carità non è che tutti siano perfetti qui: di cafoni, ignoranti e maleducati ne è pieno il mondo, come si può essere cafoni e ignoranti anche se si ha avuto la fortuna di nascere e vivere in luoghi pieni di storia e cultura antiche. Altrimenti come si spiegherebbe lo sfregio a monumenti, la sporcizia nelle strade, siti archeologici che cadono a pezzi, lasciati all’incuria ed i musei chiusi o senza personale che purtroppo si notano quotidianamente nelle città italiane? Anche lì certo di fiori all’occhiello ce ne sono, non è mai corretto generalizzare parlando male a prescindere, ma di disorganizzazione e di menefreghismo altrettanto.

E qui , come ho già detto in altri articoli, per la cultura si spende e si investe e si valorizza molto quel poco o tanto che si ha! E la si rende accessibile: la cultura non è più prerogativa di una élite limitata, ma è a disposizione di tutti, con possibilità di scelte che nutrono gli interessi di ognuno. Mi vedrete spesso nominare nell’articolo i volontari. Nei ricchi Stati Uniti, molti servizi si basano comunque sul lavoro non retribuito di molti volontari che mettono a disposizione il loro tempo ed la loro specializzazione per la comunità.  Se si parla di cultura vengono alla mente innanzitutto: libri, musei, teatro e musica. Ecco come si vive la cultura in questo angolo di mondo. Oggi prenderò in considerazione la cultura attraverso i libri, ma ritornate a leggermi la settimana prossima per la seconda parte del mio viaggio virtuale.

Leggere è un’attività che dovrebbe accompagnarci dagli inizi della nostra vita. Che belli i genitori che leggono ai propri figli, che dolci i bimbi che a bocca aperta ed occhi spalancati ascoltano le fiabe e che poi a loro volta abbozzano i primi tentativi di lettura. Quanto si può stimolare la futura curiosità del bambino se si parte presto. Eccomi allora a considerare innanzitutto le biblioteche americane e di come esse siano inserite nella comunità e molto facilmente usufruibili. Le biblioteche qui hanno orari molto allungati, ma soprattutto sono piene di attività per i bambini in età prescolare. Ci sono circoli di lettura in cui volontari leggono le storie, e poi si organizzano giochi per bambini. Per gli adulti, quando si ha la carta della biblioteca (basta presentarsi e dare il proprio recapito che essa viene rilasciata in 5 minuti), si può prenotare dal catalogo online e quando si passa dalla biblioteca, il libro è lì ad aspettarci: come è anche facile restituire il libro preso, e a qualsiasi ora, basta depositarlo nell’apposito sportello.

A Milwaukee città, a molti angoli si possono vedere degli sportelli, in cui si può lasciare un libro letto e prenderne uno, così come è molto comune trovare sui sedili dei treni o aerei un libro lasciato lì perché qualcun altro lo possa leggere e non è sempre una dimenticanza! Si chiama Book Swap o Book Crossing, lo conoscevate? Questo (nella foto a destra) è uno degli sportelli di cui sopra, si trova a Bay View, uno dei quartieri di Milwaukee, ma da quando ne ho scoperto l’esistenza noto queste piccole biblioteche da ogni parte. Questa è veramente carina, con il suo giardinetto ben curato sul tetto!

Le scuole di ogni livello hanno generalmente biblioteche ben fornite e, specialmente alle elementari vengono organizzate serate di lettura in cui i bimbi vanno già in pigiama, con i loro “amici di peluche” e una coperta a mo’ di picnic. I bibliotecari, anche loro lì a quell’ora in veste di volontari, leggono le storie mentre i piccoli seduti a terra in cerchio ascoltano. Anche le librerie, pur essendo esercizi pubblici, hanno una funzione educativa. Innanzi tutto sono aperte tutti i giorni fino a tardi e si presentano come salotti, con poltrone e divani dove a tutte le ore è facile vedere persone che leggono. Molti sono lì a dare un’occhiata ai libri per poi comprarli, ma sono sicura che alcuni se li leggono da cima a fondo e nessuno gli dice niente.

Se le librerie sono parte di grandi catene, lapalissiano che funzionino, se sono a carattere locale ed indipendenti, allora per ritagliarsi una certa quota di mercato e sopravvivere, diventano sedi di serate culturali, presentazioni di libri e quant’altro. Due anni fa era anche arrivato fin qui Paolo Giordano a presentare la versione inglese del suo libro La solitudine dei numeri primi. Bella serata! questo è  il sito web della nostra Libreria Boswell, se avete voglia “fateci un giro”, scoprirete molte cose interessanti (foto in alto).

È vero che si sta perdendo la capacità di sfogliare i libri per colpa degli e-reader? Forse il mercato della carta ne sta patendo, la cultura non credo, forse anzi gli e-reader hanno reso più disponibili, e pure gratuitamente, molti classici. Non si può negarne la comodità e leggerezza specialmente se si viaggia. La storia che però racconta un vecchio libro, per non parlare di un libro antico, quella spero non venga persa.

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