La pizzata con gli studenti

Come ogni anno, alla fine del semestre primaverile, invito i miei studenti dell’universita`a cena a casa mia. E` una tradizione, da quando ho cominciato ad insegnare, ed accomuna me e la mia collega, che anche insegna italiano ( attiriamo gli studenti con il cibo..qualcosa si deve pur fare per promuovere la lingua, no?) La cena e` un’occasione per stare insieme e crea un bel legame tra i ragazzi e bei ricordi, anche per me e la mia famiglia. La mia famiglia infatti viene coinvolta in tutto: dalla preparazione alla gestione della serata e non so proprio come farei senza il loro aiuto. Devo dire che a mio marito non dispiace neanche! A lui piace moltissimo cucinare e poi viene da una famiglia dove organizzare feste e cucinare in grandi quantita` era la normalita` ed un piacere. Le feste a casa sua erano un appuntamento costante e non per niente io l’ho proprio conosciuto ad una di esse.Ma lasciamo da parte gli amarcord romantici.
Ho sempre fatto una cena unica per tutti i corsi che insegno.
Alle cene qualcuno degli studenti non viene e di solito il numero dei ragazzi non ha mai superato la ventina.
L’anno scorso invece  mi sono trovata per casa piu` di trenta ventenni affamati ( come gia` detto, la parola studente va sempre associata all’aggettivo: affamato), ed e` stato un incubo da gestire.La mia casa e`grande, ma piu` di trenta persone in cucina che vogliono guardare e provare a cucinare? Non ho un ristorante! 
Allora quest’anno ho deciso di dividerli e farne due di cene, anche se durante un unico fine settimana.
Cosi` ieri sera e` venuto il primo gruppo: erano in venti, il gruppo piu` numeroso. Domani saranno solo in dieci, allora sara` il classico “piece of cake” ( ma si mangeranno anche il modo di dire….)
Il gruppo di ieri sera era quello degli studenti del corso di cultura italiana. Il corso e` intitolato :” Italy: how food shaped a nation”, cioe` si parla di storia e di cucina, e di come il cibo  sia sempre legato alla storia di un popolo.
Cosa si puo`cucinare per ragazzi a cui si e` parlato di cibo per 4 mesi? 
Lo so che e`limitativo, ma gli abbiamo preparato la pizza, una bella pasta al dente e un dolce. Preparare la pizza insieme, stendere la pasta, scegliere cosa metterci sopra diventa il culmine della serata. E`una festa in se`e per loro e` una cosa totalmente nuova. Per alcuni e` la prima volta che mangiano una pizza italiana! Mangiare la pizza e` cultura sempre, anche in America. Se vogliamo considerare il risvolto della medaglia, anche noi italiani siamo critici nei confronti della pizza americana, coperta di formaggio e uno spesso strato di salsa marinara. La prima volta che la mangiamo e` una sorpresa ( per i nostri palati direi quasi mai  una sorpresa positiva!).Se pero` dici ad un americano che la loro pizza Chicago Style o NY style non rappresenta una parte della loro storia, non dici una cosa vera. Queste due pizze fanno parte degli USA, perche` sono state create qui, anche se da immigrati di origine italiana. Ormai sono un’entita` diversa. Allora e` importante insegnare ai ragazzi da dove arriva l’originale, che cosa rappresentava e perche` non poteva essere ricca di ingredienti costosi: perche` la pizza era il cibo da strada napoletano, un cibo venduto per pochi soldi, povero e visto con sospetto anche dalle classi sociali piu` elevate della citta`perche` legato al concetto di sporcizia e poverta`. Cibo che di certo non poteva essere coperto di prelibatezze: un po’ di pomodoro e due acciughe salate per alcuni era tutto quello che si potevano permettere.
Allora, preparati i panetti la sera precedente, con la ricetta della Gazzetta Ufficiale (Si`, mio marito e`un perfezionista.Io lo sono molto meno!), i ragazzi vengono dotati di grembiule e vai! Si cimentano con piacere a tirare la pasta. Ieri sera con gli iphone credo siano stati anche fatti molti video dei vari passaggi, erano tutti li` a fare foto e video ad immortalare il momento ! Sono troppo teneri: hanno PAURA di far male alla pasta, la accarezzano invece di tirarla, ma dopo diventano avventurosi ed sperimentano con con i vari “toppings”, rigorosamente italiani:mozzarella, parmigiano, gorgonzola, cipolle, zucchine, prosciutto, funghi, acciughe, capperi.
La soddisfazione quando possono addentare il prodotto finito, fatto da loro, e` evidente. 
Naturalmente gli abbiamo insegnato a fare dei classici: nessuno aveva mangiato una pizza bianca! Nessuno mangera` piu` una pizza con le acciughe ( quelle proprio non le sopportano!)
Venti pizze dopo, due chili da pasta dopo, una crostatona dopo, e di tutto non ne e` rimasta manco una briciola, hanno voluto provare il caffe` italiano. Gli oh! ah! si sono sprecati!!! Piace anche quello! 
Tutti mi hanno chiesto di mettere le ricette di cio` che abbiamo cucinato sulla nostra pagina del corso, sono sicura che tutti prepareranno la pasta e saranno molto piu` attenti alla cottura per farla al dente, faranno la pizza ( o compreranno il panetto per prepararela pizza, che ora si trova in molti negozi ) ma non lo copriranno di pomodoro, perche` sanno ora che mangiare italiano non vuol dire aggiungere pomodoro- o aglio- su tutto!
Piccoli passi per educare ad apprezzare un modo diverso di mangiare ed una cultura diversa… venti studenti alla volta!

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2 pensieri su “La pizzata con gli studenti

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