Vivere la Musica

Ho scritto questo articolo circa un mese fa: tanto ci vuole per pubblicarlo sul giornale. Il concerto con il gruppo rock: I am not a pilot, e` stato ieri sera ed e` stato magnifico.Dalla prossima settimana comincera` la serie degli ..ultimi: l’ultimo concerto a scuola, l’ultimo concerto di MYSO Senior Symphony,l’ultimo di MYSO Chamber Orchestra. Sara`un periodo strano, come dicono qui “bittersweet” ( dolce amaro) prima del diploma. Io e mio marito siamo pronti a lasciarle spiccare il volo verso l’universita` ed il suo futuro, ma qualche ( solo qualche?) lacrimuccia so che la versero`! Ho gia` cominciato!

Vivere la musica per gli studenti Usa

Pubblicato da Alessandria News 26-4-14
MILWAUKEE – Vengo da Alessandria, Piemonte, circa 100 mila abitanti, capoluogo di provincia. L’ho lasciata alla fine degli anni novanta ma, se non sbaglio, le cose, almeno per quanto riguarda la cultura e le possibilità di usufruirne, ultimamente non sono affatto migliorate, se mai il contrario. Gli alessandrini sono senza un teatro vero da tre anni: e quanto abbiamo aspettato il teatro! Ho passato la mia giovinezza ad aspettarne l’apertura (c’erano voluti anni per costruirlo), poi c’è stato un breve periodo di ubriacatura di cultura grazie ad esso. Se architettonicamente all’esterno è proprio brutto, all’interno mi è sempre piaciuto. La Sala Ferrero con le sue attività e proiezioni di nicchia e la sala grande, ben utilizzata: cinema, teatro, opera, concerti sia di musica classica che contemporanea. Al teatro si andava! Adesso è chiuso. Naturalmente non poteva che essere così se è stato costruito con amianto. Domanda da ignorante: il teatro è stato aperto alla fine degli anni 70: ma non si sapeva già che l’amianto era cancerogeno? Certo che si sapeva, dal 1962, ma a Casale e negli altri impianti di produzione, fino alla metà degli anni 80 si sono continuati a produrre manufatti con fibre in amianto, probabilmente anche venduti a prezzi bassi, tanto da vincere gare d’appalto… Se siete ad Alessandria, ne sapete più di me e questo non è lo scopo del mio articolo.
Al teatro sono andata a vedere opera, spettacoli teatrali e concerti, ma non mi risulta che Alessandria abbia un’orchestra sinfonica… o per lo meno dovrebbe esserci, hanno un sito internet, ma non è aggiornato da 3 stagioni… dove sono finiti? Come si fa ad andare ad ascoltarli? Come ascoltate la musica classica ad Alessandria? Come fate ad educare le nuove generazioni ad apprezzare Mozart, Beethoven, Bizet etc, pur lasciandogli ascoltare Fabri Fibra, Ligabue o Cold Play? Che musica hanno i vostri figli nell’Ipod? Non tutti hanno una passione così profonda da voler intraprendere la carriera da musicista, anche se per questo Alessandria offre un Conservatorio musicale di tutto rispetto, e allora?
Ecco la mia esperienza dall’altra parte del mondo. Vi racconto di come una bambina di quarta elementare si è avvicinata alla musica grazie alla scuola e non l’ha più lasciata. In quarta elementare nel nostro distretto scolastico, la musica diventa obbligatoria. In quarta uno studente deve scegliere di suonare uno strumento musicale e far parte del coro della scuola. Gli strumenti sono quelli di un’orchestra sinfonica. Alcuni alunni scelgono gli strumenti a fiato e percussioni e vanno a formare la banda della scuola, altri preferiscono gli strumenti a corda: violino, viola, violoncello e contrabbasso e vanno a formare l’orchestra. E così è stato per nostra figlia, che ha scelto la viola (con grande esultanza da parte nostra al pensiero di aver evitato i miagolii stonati di chi fa pratica di violino all’inizio: la viola ha toni più bassi e meno striduli). Non è necessario investire in uno strumento musicale! Se uno vuole, può affittarlo dalla scuola per poco, altrimenti si può fare anche attraverso negozi di strumenti musicali che offrono affitti della durata dell’anno scolastico.
A meno che un genitore non abbia in casa un bambino che già suona, di solito l’affitto è la scelta comune. I concerti delle elementari sono una pena da ascoltare e ci vuole tutto l’amore di un genitore per non voler uscire alla seconda nota però alla fine lo scopo viene raggiunto e in molti bambini si instilla l’amore per la musica. Noi non abbiamo spinto nostra figlia con lezioni private e altre attività dall’inizio e se non fosse stato per un incontro fortuito quando era in prima media (dopo, l’educazione musicale suonando uno strumento o facendo parte del coro, diventa facoltativa) probabilmente la nostra storia avrebbe preso altre strade, ma questo è quello che invece è successo.
Andando a trovare i vecchi insegnanti alla scuola elementare, mentre già alle medie, l’insegnante di musica ha detto a nostra figlia che Myso avrebbe avuto bisogno di lei perché sempre a corto di viole e di presentarsi il lunedì successivo alle prove. Così un po’ per caso abbiamo fatto la conoscenza di Myso e la sua e nostra vita è cambiata. Myso sta per Milwaukee Youth Symphony Orchestra ed è l’orchestra giovanile di Milwaukee.
Sono passati 7 anni da quel giorno, da bambina mia figlia è diventata adulta ma la musica e la sua viola le sono stati sempre compagni. Il prossimo anno inizierà l’università e non farà niente che c’entri con la musica, e come lei la maggioranza dei suoi compagni di orchestra, ma ha fatto esperienze che non molti ragazzi alla sua età e non professionisti della musica hanno potuto fare, sia grazie a Myso, sia con la scuola. Bisogna infatti far parte dell’orchestra della scuola per poter essere membri di Myso. Lei continuerà a fare musica, suonando anche nell’orchestra dell’università, ma questo è nel futuro.
Myso porta i ragazzi da un livello molto elementare a raggiungere livelli musicali di tutto rispetto. Vi allego il video di quando due anni fa hanno suonato a Praga, sì la Praga in Repubblica Ceca, nella Sala Dvorak del Rudolfinum, in un concerto a pagamento con auditorium pieno, dove dei perfetti sconosciuti e conoscitori di musica si sono alzati tutti in piedi ad applaudirli e noi emozionati come potete immaginare. https://www.youtube.com/watch?v=6VjNjmdGMKs
Quale ragazzo può dire di aver suonato anche a Vienna, nella Musikverein, quella tutta d’oro del concerto di Capodanno o , con la sua scuola, a New York al Carnegie Hall? Myso rende possibili queste esperienze e anche per chi non può permetterselo. Molti dei ragazzi nel video erano lì grazie agli sponsor perché la sponsorizzazione della cultura, negli Stati Uniti, paga!
E Myso non è un circolo d’élite, partecipare non è costoso, e se uno non può permetterselo, le varie raccolte di beneficenza coprono il costo. Logico che per arrivare ai livelli di orchestra più elevati bisogna anche prendere lezioni private e superare le audizioni, ma non c’è nessun incentivo migliore di poter poi suonare musica come sanno fare loro e anche in quello i ragazzi che hanno talento ma non tante possibilità vengono aiutati. Tra le cose migliori di Myso c’è la collaborazione con l’orchestra sinfonica di Milwaukee Mso, che si siede con i ragazzi per fare delle prove fianco a fianco, manda suoi musicisti a fare da solisti ai concerti e intrattiene genitori e ragazzi con prove aperte al pubblico e sessioni con domande e risposte.
Ecco cosa mi fa dire “vivere la musica”: è il rapporto che c’è tra la città e le sue orchestre, un rapporto di interazione continua e scambi, che fa sì che la stagione dell’orchestra sinfonica Mso registri sempre un tutto pieno. Alle serate si va vestiti come si può: c’è la signora impellicciata, c’è il ragazzo in jeans e ci sono tante famiglie con bambini!!! Prima dello spettacolo e dopo, l’orchestra incontra gli spettatori per prepararli a ciò che ascolteranno o a sentire le loro considerazioni dopo lo spettacolo. E non costa molto, un po’ di più che andare al cinema. E ai concerti dei ragazzi di Myso non vanno solo i genitori, ma anche membri della comunità che vogliono ascoltare della buona musica.
Molte volte Myso mette a disposizione delle famiglie biglietti per andare a sentire Mso a incentivare ancora di più a partecipare del palcoscenico musicale cittadino. Per questo motivo alcuni giorni fa siamo stati ad ascoltare Mso suonare la Nona Sinfonia di Beethoven. Per me era la prima volta dal vivo. Mi sono emozionata, anche perché molti dei musicisti sono ormai amici, ci sono due dei professori di musica di nostra figlia e nel coro altri amici. Il coro di Mso è fatto da volontari che, pur avendo un livello di preparazione incredibile, non vengono pagati ma lo fanno perché grazie ai loro studi hanno fatto canto, magari per finire ad essere manager di industrie o medici o qualsiasi altra professione abbiano intrapreso nella loro vita. L’orchestra è invece di professionisti, ma anche per loro il volontariato è normale ed una costante del loro lavoro.
Anche parte dell’impegno dei ragazzi di Myso da subito, dal livello più basso in su, è quello di fare concerti per le scuole. Mia figlia quest’anno è andata con la sua orchestra a fare un concerto in una scuola di “Native Americans” (indiani d’America) e ne è uscita molto emozionata, perché li hanno festeggiati facendoli partecipi di una loro cerimonia e delle loro tradizioni. Ma è naturale: quando si fa volontariato si dà ma si riceve altrettanto, forse ancora di più. Ho parlato di musica classica, perché mia figlia fa parte di un’orchestra di musica classica, ma il discorso si amplia a considerare anche la musica moderna in tutte le sue sfaccettature. Fra un mese Myso suonerà con un gruppo rock della città. Che sfida per i ragazzi e che eccitazione!
Ho parlato con una mia cara amica, professoressa di musica ad Alessandria, che mi ha detto dei passi che stanno compiendo a livello scolastico per reinserire la musica nei programmi e nelle teste dei ragazzi! Ne sono felice, e mi auguro che questi sforzi siano aiutati anche a livello delle istituzioni. I nostri ragazzi suonano negli stessi teatri di grandi nomi della musica, i genitori pagano il biglietto per andare a vedere i propri figli… e allora? Nessuno si stupisce di questo. Sarebbe bello se anche in Italia succedesse lo stesso. Se già succede, scusatemi per il fatto che non sono aggiornata.
Dolente nota per finire: quando Myso ha suonato a Praga e Vienna (alcuni anni prima erano andati in tour in Cina e in Canada e prima ancora erano venuti in Italia) hanno partecipato ad una competizione internazionale di orchestre giovanili. C’erano orchestre provenienti da tutto il mondo, da Paesi come la Nuova Zelanda, il Belgio, il Sud Africa, l’Australia, Singapore, la Cina, l’Ungheria, la Russia, la Polonia, la Romania, noi dagli Stati Uniti, la Svizzera… a parte l’incredibile esperienza, anche umana, per i ragazzi a contatto con altri giovani di tutto il mondo in amicizia e simbiosi, esperienza che nessuno di loro mai scorderà, non c’era nessuna orchestra italiana. Non aggiungo altro.
Mia figlia e MYSO al Rudolfinum- Praga

https://www.youtube.com/watch?v=6VjNjmdGMKs

… e poi succede questo…

Quando, la scorsa estate, Marco Caneva, il capo redattore di Alessandria News, mi chiese se mi andava di scrivere per loro degli articoli settimanali sulla mia vita negli USA, non credo lui sapesse dove andava a finire( io non avevo mai pubblicato niente, ne` avevo un blog che mi avesse gia` fatto conoscere in giro) ne` io sapevo se ne sarei stata in grado. L’inizio della mia esperienza come scrittrice e` quindi stato per entrambi le parti il classico salto nel buio.
Devo ammettere che prendere in mano la penna virtuale e scrivere e` stato piu` facile di quanto pensassi e anche gli argomenti di cui scrivere stanno accavallandosi nella mia mente molto facilmente. Sara` che avevo solo bisogno di una valvola di sfogo e alla fine di cose da raccontare ce ne sono tante.
Ce ne saranno sempre o avro` il blocco dello scrittore? Me lo chiedeva ieri mio marito, dopo che ho ricevuto il messaggio che vi allego qui sotto e che mi ha fatto emozionare..e anche versare qualche lacrimuccia:
Pregiata Redazione,
 poiché non conosco l’indirizzo telematico della signora Claudia Pessarelli , delle cui relazioni sono attento e costante lettore , mi rivolgo a Voi perché Le facciate giungere il mio pensiero bene augurale e riconoscente .Gli alessandrini ricevono con vero piacere e partecipazione le espressioni “nostalgiche” ed affettuose che la signora Pessarelli dedica dalla lontana Milkauwe . Personalmente  Le sono grato perché ci informa su usi , costumi , condizioni metereologiche della Nazione di cui é ospite . E’ altrettanto bello apprendere i “RICORDI” e sentire le “parole” che affiorano nella sua mente e sono trasferiti negli scritti che ci invia . Le siamo grati anche perché Ella conserva una italianità doc che é il leitmotiv di ogni messaggio . Claudia Pessarelli é il miglior ambasciatore mandrogno all’estero e tiene alta la bandiera italiana mentre si fa onore in ambiente accademico . Complimenti…..e non si dimentichi mai di quanti La sentono vicina al cuore e nei propri pensieri . A presto .
Cesare ……      
Spero di si`: spero di trovare sempre qualcosa da dire e raccontare, perche` se leggermi fa bene anche solo ad una persona: e` abbastanza.
Ho usato la parola scrittore due volte in questo post, ma non lo sono. Molte volte mi leggo e rileggo e alla fine riesco a pubblicare brani con errori dentro ( spero solo di ortografia e non di grammatica). Sono una donna ed una madre, piena di insicurezze e dubbi, non ho la verita`..ho solamente la mia voce, che, ho scoperto, mi piace far sentire. 
Leggetemi, se vi fa piacere, evitatemi se non vi piaccio o vi annoio. 
Alla prossima.
                                                              

La Pasqua: usi e costumi USA

Pasqua in Usa

Pubblicato da Alesandria News il 20 aprile 2014
MILWAUKEE – Da quando viviamo negli Stati Uniti, abbiamo fatto nostro il proverbio “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” e scappiamo da qui. A Milwaukee a marzo o aprile fa ancora un freddo orbo e se voi in Italia vi state già godendo foglioline verdi e fiori in abbondanza qui, sia che la Pasqua sia presto o tardi, come quest’anno, il colore predominante è ancora il marroncino dell’erba secca, che ha trascorso l’inverno sotto la neve, o dei rami spogli. Quest’anno poi è un disastro: nelle statistiche uno dei più freddi inverni degli ultimi cento anni. Che allegria! E gli abitanti del Wisconsin, pur sapendo di non abitare in Florida e avvezzi a neve e freddo, quest’anno si sono trasformati in Inglesi e parlano del clima, solitamente accompagnando il discorso a sbuffi, e esclamazioni tipo “enough, now! We got it!” E basta! E l’abbiamo capito! “Spring, where are you?” Primavera dove sei finita?
Ma nonostante i Milwaukeans si rendano conto che questa non è la primavera, nonostrante il freddo e i due-tre gradi sopra lo zero a mezzogiorno, l’italiana (io) ancora coperta come a gennaio con piumino, e certi giorni anche cappello e guanti, ci si trova ad assistere ad un avvenimento che ha del miracoloso: i locali, qualsiasi sia la temperatura, guardano il calendario, leggono Aprile e si scoprono. Le signore tirano fuori dall’armadio abitini dai colori sgargianti, mostrano gambe scoperte e perfette pedicure dai sandali, gli uomini indossano giubbottini di cotone e i bambini, seminudi, indossano t-shirt e calzoncini corti o per la festa vestitini vezzosi rigorosamente a maniche corte e niente sopra. Nostra figlia, essendo nata qui negli Stati Uniti è lei stessa un omg (organismo geneticamente modificato), quindi ricade nella categoria precedentemente descritta, meno i colori sgargianti, in quello per fortuna qualche pezzo di dna è ancora italiano e la moda la segue. E allora a Pasqua tutti all’aperto, seminudi con delle pelli d’oca di tutto rispetto, ma stoici fino all’eroismo a fare una delle attività più tipiche di Pasqua: l’Easter Eggs Hunt (la caccia al tesoro delle uova pasquali), specialmente se si hanno bambini.

Ma andiamo con ordine. La Pasqua è una tradizione cristiana, ma in corrispondenza della Pasqua ci sono, per gli Ebrei, le celebrazioni del Passover (Pesach) e questo fatto fa sì che gran parte della popolazione americana, si trovi così a festeggiare in questo periodo. Il Passover celebra la diaspora ebraica dall’Egitto e il passaggio del Mar Rosso e si stava celebrando quando Gesù fu crocifisso. Come la Pasqua, il Passover non ha una data fissa, ma segue il calendario astronomico. Quest’anno cade tra il 15 e il 22 aprile. La celebrazione culmina con una cena piena di rituali e simbolismi.

Qualche anno fa ci è capitato di essere invitati ad una cena di Passover (chiamata Seder) a casa di amici e l’esperienza è stata bellissima. Non c’è niente sulla tavola che non sia legato a qualche simbolo: dai cibi, alla loro disposizione sul tavolo, tutto viene accompagnato da canti e preghiere ed è molto coinvolgente. I pani non possono essere lievitati (matzo) e mi ricordo tra i cibi mangiati, specialmente le matzo ball, perché mi sembravano così simili ai canederli altoatesini. Poiché molte famiglie negli Stati Uniti sono di religioni miste (come quella che ci aveva invitato) e ognuno si rispetta a vicenda, non è strano vedere celebrare tutte e due le tradizioni contemporaneamente.

Per gli Americani, Pasqua, oltre naturalmente al significato religioso, vuol dire festa delle uova e EasterBunny (il Coniglio Pasquale). Se anche per noi Uova e Pasqua sono legati, non mi pare che in Italia il coniglio sia simbolo pasquale. Quando parlo di coniglio non parlo di coniglio cucinato e da mangiare, per quello gli Americani pensano che noi europei siamo dei trogloditi a mangiare animali carini e batuffolosi come i coniglietti. Lo penso anche io, da quando, bambina, mia nonna paterna che abitava in campagna, pensando di fare una cosa del tutto normale, mi presentò il “mio” coniglietto, che avevo cresciuto e nutrito fin da cucciolo ogni fine settimana con erbette fresche e tanto amore, su un piatto arrostito. Quello che lei intendeva con “il tuo coniglio”, era che sarebbe stato cucinato specialmente per me, ma io no! La tradizione dell’Easter Bunny arriva da immigrati tedeschi, che arrivarono negli Usa nel XVII secolo con la tradizione di una lepre (più che coniglio) che deponeva uova. Va bene: le leggende ci possono anche stare!

L’Easter Bunny americano prende le forme di peluche, dolci di cioccolato e anche di pupazzo a dimensioni umane, che si siede nel Mall (dove a Natale c’era la casa di Babbo Natale) nella sua casetta, circondato di fiori (finti) e uova (finte) a farsi fotografare con i bambini. Volete che gli Americani si lascino sfuggire un’occasione per una foto ricordo? In famiglia abbiamo sempre avuto una certa idiosincrasia nei confronti nell’animale peloso che si aggira saltellando e salutando a grandi bracciate i bambini per attirare i genitori ipnotizzandoli. Mia figlia quando era piccola si nascondeva dietro di me e noi, come per Natale, non abbiamo mai fatto foto ricordo con l’Easter Bunny. Speriamo che questo non ci venga rinfacciato in futuro.

Le uova invece possono essere di cioccolato, ma non sono mai con la sorpresa, che per un bambino italiano è la parte migliore. Di solito non sono neanche cave e possono essere piene di creme o mou o croccantini, ma sono sempre piccole come i nostri ovetti. Tempo permettendo (ma anche no: vedi sopra) la mattina di Pasqua, i genitori nascondono le uova e i dolcetti in giardino e i bimbi, dotati di cestini, vanno a fare la caccia al tesoro (Easter Hunt). Pasqua è infatti una delle feste per cui si vendono più dolci, seconda solo ad Halloween.

Altre due tradizioni legate alle uova sono la corsa delle uova e la decorazione delle uova. Per fare entrambe servono solo delle uova sode. La più famosa corsa delle uova è quella che si svolge alla Casa Bianca il lunedì dopo Pasqua, quando i bambini devono fare rotolare delle uova sode attraverso tutto il cortile della Casa Bianca. Per decorare le uova ci vuole più manualità e lì io sono una frana ma, risultato a parte, ci ho provato. Vi lascio nelle mani della signora perfezione, Martha Steward, che fa tutto bene, a me fa una rabbia pazzesca e mi sta anche cordialmente sulle…, ma le cose le sa fare e magari voi vi scoprite più bravi/e di lei.

A tavola anche gli Americani si siedono e per cena, come fanno in tutte le festività. E cosa mangiano: capretto o agnello come noi? Non molti, la maggior parte degli Americani mangia il prosciutto arrosto, ancora sull’osso e glassato e questo fatto, differenzia molto i cristiani sia dalla tradizione ebraica, sia da quella musulmana, che il maiale non lo mangiano. Agli americani il prosciutto piace dolce. Se possono aggiungerci glasse e zucchero sono felici. Anche al supermercato trovare un prosciutto cotto (quello affettato da farci i panini) che non sia o affumicato o dolce è un’impresa; non essendo quello italiano molto facile da trovare (solo in negozi di specialità italiane e nanche sempre) la mia ricerca del prosciutto cotto continua da 19 anni.

Devo ammettere che scappando da Milwaukee per fare visita ad amici italiani che vivono qui negli Usa, la mia conoscenza dei cibi pasquali tipici non è delle più profonde. Con gli Italiani mangiamo italiano: torta pasqualina, agnello o capretto, carciofi e anche la colomba, che non sarà facile da trovare come il panettone (che ormai si trova dappertutto), ma sta diventando sempre più comune. D’altra parte è così buona che non so come possa non piacere anche agli americani!

Molte Pasque le abbiamo trascorse in Sud Carolina dalla mia più cara amica italiana negli Stati Uniti e allora sì che, a casa sua , fare l’Easter Hunt in mezze maniche e in giardino e mangiare all’aperto, godendosi la primavera, era possibile. Anzi, prima che tornassi a lavorare stavo da lei anche 10 giorni, lontano dal freddo: giorni fitti di giochi per le nostre figlie e di chiacchiere per noi. Quando abitavamo entrambe a Pittsburgh e ci vedevamo tutti i giorni, allora noi per scappare andavamo a New York, dove abitavano altri cari amici. New York è una delle nostre destinazioni pasquali preferite. Anche se non fa caldo come nel sud degli Stati Uniti, è decisamente più calda di Milwaukee ed è molto piacevole da visitare con gli alberi di Central Park in fiore.

Il lunedì dell’Angelo o Pasquetta qui non è festa, quindi niente picnic per gli americani. D’altra parte per i picnic meglio aspettare la festa successiva, Memorial Day, che è l’ultimo weekend di maggio. Allora finalmente si potranno anche piantare in giardino le piante annuali più delicate, perché in teoria dopo Memorial Day la temperatura notturna non dovrebbe più scendere sotto zero. Sarà così anche quest’anno? Speriamo, ma non ne sono molto sicura!

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Renata ed Alessandro

Ieri e` stata una giornata molto bella.
Il  matrimonio di un’amica.
Un’amica conosciuta su Facebook.
Un’amica che dall’essere solo un nome e qualche fotografia e` diventata, con il tempo, reale e presente.
Un’amica che ha voluto condividere con me il suo giorno piu` importante.
Un giorno speciale, con una famiglia unita e generosa.
Un giorno speciale con amici nuovi.
Un giorno speciale su cui un’altra amica ha scritto qualcosa di cosi` bello che a confronto queste sono solo piccole parole: Greta.
Grazie Renata ed Alessandro!

Chicago seconda puntata

Tour architettonico a Chicago: non c’è solo la Magnificent Mile!

Chicago è la città dei primi grattacieli ma anche di brownstone, casette di pietra rosso scuro, e strade silenziose ed alberate in cui si sentono cinguettare gli uccellini e il rumore della vita caotica sembra lontanissimo. La guida alternativa di Claudia Pessarelli
pubblicato da Alessandria News il 13- 4-14

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