Dal giornale online"LE NUOVE MAMME" un articolo su di me scritto da Renata Serracchioli

Renata Serracchioli ha scritto questo articolo  per il giornale “LE NUOVE MAMME”. Vi invito a leggere anche tutti gli altri suoi articoli  perche` sono molto interessanti e danno l’idea di cosa vuole dire crescere i propri figli lontano dai luoghi delle proprie origini:ecco il link per leggere tutte le sue collaborazioni. Grazie Renata
Mamme expat si raccontano: oggi vi presento Claudia
Inauguro oggi una nuova  rubrica, in cui vi racconto storie di mamme expat. Ogni due settimane una storia nuova. Oggi vi racconto la storia di Claudia.
Claudia parte da Alessandria 19 anni fa, per andare col marito a Pittsburgh, dove restano per quattro anni, e poi a Milwaukee, dove vivono tutt’ora.
Ha lasciato la sua città, quando l’azienda per cui lavora il marito ha offerto loro quest’interessante opportunità. Quando sono partiti, non avevano figli, quindi sono partiti un po’ all’avventura, senza starci troppo a pensare. Claudia ha lasciato il suo lavoro, inizialmente prendendo aspettativa e, poi, quando hanno visto che le cose andavano bene e che volevano restare in America, si è licenziata.
È stata un’esperienza “di coppia”, almeno la partenza. Poi, si sono trovati bene e hanno prolungato la permanenza. E l’arrivo di una figlia ha contribuito ad allungare i tempi del rientro. C’è però da dire che la figlia è grande ormai, è una giovane donna e difficilmente vorrà tornare in Italia in modo definitivo: lei qui è nata e cresciuta e qui, molto probabilmente, si sposerà. Diciamo che Claudia si immagina il suo futuro come “nonna in volo”, a fare la spola Italia – USA.
Ancora ora, comunque, trascorrono le estati prevalentemente in Italia. Non hanno scelto loro la meta dell’espatrio, però sono soddisfatti della destinazione. In questo Paese si sono sempre sentiti a proprio agio e ben voluti. L’unico rimpianto, se vogliamo proprio cercarlo, è che qui l’inverno è piuttosto rigido, magari una meta più calda sarebbe stata più gradevole.
LOGORimpianti? Non ne ha. Qui è nata la figlia, una figlia che in Italia sembrava non volesse nascere e che qui, in un mese, è arrivata. Come potrebbe rimpiangere questa scelta?
Quello però che Claudia tiene a precisare è che non ha mai tagliato i ponti con il suo Paese d’origine, l’Italia. E ha fatto in modo che anche la figlia non perdesse le proprie radici: l’ha portata ogni anno in Italia, le ha fatto visitare le città storiche e ha mantenuto viva sia la cultura, sia la lingua Italiana in famiglia, stimolandone il bilinguismo.
La figlia di Claudia ha tanti amici in Italia, con cui mantiene vivi i rapporti. Questo significa che, ogni volta che vanno in Italia, la figlia non ha mai problemi a integrarsi. Frequentava anche un mese di scuola in Italia: a maggio, ogni anno, la portavano a concludere l’anno scolastico in Italia, perché la scuola Italiana lo permette. In questo modo, la figlia di Claudia è diventata bilingue e biculture. Essere bilingue è un dono eccezionale, avere la possibilità di padroneggiare due lingue è un sicuro e valido aiuto per il futuro lavorativo della ragazza. Ma non solo, avere la possibilità di crescere conoscendo usi e costumi di due paesi, ti permette di avere un’apertura mentale incredibile, impari a vedere l’altro con occhi differentiÈ un’opportunità unica nella vita.
Certo è che, se da una parte la famiglia (Claudia, il marito e la figlia) è cresciuta forte e indipendente, dall’altra hanno in qualche modo privato la figlia del contatto continuo con i nonni, i cugini, gli zii. E non basta skype. L’assenza di condivisione della quotidianità è sicuramente una grande privazione.
Sono tante le mamme expat nel mondo. Se ci vuoi raccontare la tua storia, scrivi arenata.serracchioli@lenuovemamme.it
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