Sentirsi italiani a tavola negli USA

Ammetto di non essere mai stata una cuoca sopraffina e di non aver mai avuto in cucina una fantasia strepitosa, pregio che ha e sempre ha avuto mio marito.
Amo mangiare e amo il buon cibo e l’essermi traferita negli Stati Uniti non ha fatto che acquire questa mia passione per le ragioni che oggi cerco di raccontarvi
Sono curiosa, amo sperimentare gusti nuovi e non mi fermo davanti a quasi niente..ho detto “quasi” niente.
Sono dell’idea che il cibo sia il primo e piu` immediato contatto che una persona ha con una cultura straniera. Quando si arriva in un luogo nuovo si deve comunque mangiare e, a meno che una persona non cerchi solamente gli stessi cibi che l’hanno accompagnata per tutta la vita rimanendone  di certo delusa, venire a contatto con cibi nuovi insegna molto della popolazione ospite.
Gli Stati Uniti sono un calderone di popoli: ognuno ha portato le sue tradizioni, i suoi cibi ed essi si sono modificati nel tempo e a contatto con altri popoli e tradizioni.
Negli Stati Uniti si puo` mangiare di tutto e generalmente  niente e` ormai rimasto come il cibo originale.
Molto del cibo cinese e` americanizzato, come lo sono, per  fare alcuni  esempi, il messicano, il thailandese,  il brasiliano e naturalmente l’italiano!
Tutti qui pensano di sapere  come gli italiani mangiano perche` dal secondo dopoguerra, che siano essi di origini italiane o no, sono a contatto con i ristoranti Italo- Americani negli Stati Uniti ed i cibi che li` vengono serviti,poi vengono in Italia e scoprono che niente di quello che mangiavano qui e` veramente italiano.
Ma come in Italia non mangiate:”spaghetti with meatballs” ( spaghetti con le polpette)?…ahem..no! spaghetti si`, polpette si`, ma insieme…..?
Proprio l’altro giorno uno studente mi ha chiesto: “Professoressa, ma allora non c’e` neanche” l’Italian sub”? .
Spiego,  per chi come me prima di arrivare qui, non sapesse cosa e` l’italian sub, e chi come me non l’avesse mai assaggiato- io mi rifiuto comunque-scusate amici americani.
L’italian sub e` un panino di dimensioni mostruose in cui viene messo tutto quello che e` di “tipico” italiano: provolone, mortadella, salame, capicollo, prosciutto con insalata, pomodori , cipolle e condito con olio e aceto…viene mangiato con un certo sforzo e la sicura dislocazione della mandibola  https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSl56b9K-LBsxX1Cb3eut6HSW2PonsixbNJpYgbj_zoKMRCjwaLuZPvWSBc
Tutto questo per dire che un secolo e mezzo di immigrazione Italiana negli Stati Uniti  ha creato una cucina che non e` piu` italiana, ma e` una nuova entita`: la cucina Italo- Americana, un misto di tradizioni multi regionali che in Italia, ognuno , in ogni regione si guarda bene dal promulgare. In Italia, a tavola, non siamo Italiani, siamo Piemontesi forse..senz’altro siamo Alessandrini e ben orgogliosi di esserlo.
Lo stesso vale per ogni Italiano: l’Italia a tavola non e` ancora unita…e questo e` il bello delle nostre tradizioni culinarie.
Mentre nel supermercato americano del 2013  ci sono ancora le sezioni etniche orientale e messicana, la sezione italiana e` pressoche` sparita in quanto  spaghetti, pizza, salse di pomodoro, parmigiano e molto altro sono diventati nomi e cibi che gli americani  considerano loro…non era cosi` quando sono arrivata qui, ma di questo ve ne parlero` un’altra volta
Da due anni insegno all’Universita` un corso di storia della Cucina Italiana
 La storia del cibo  e` una scusa per insegnare la nostra storia, rendendola piu` immediata, interessante e viva e far capire ai ragazzi quando sia importante il cibo, o la mancanza di esso, per un popolo e come faccia cambiare le sue vicende storiche….che Boccaccio nel Decameron, descriva il paese di Bengodi, dove tutto e` abbondante, come una montagna di Parmigiano, dalle cui pendici vengono fatti rotolare maccheroni, la dice lunga .
Dopo aver accompagnato gli studenti attraverso due millenni di storia della cucina e della sua presenza nell’arte e nella letteratura italiana, nell’affrontare gli anni dall’unita` d’Italia, il mio corso apre una parentesi importante per chi e` qui, l’emigrazione e l’importanza del cibo per  mantenere l’identita` nazionale e tenere unite le famiglie.
Devo ammettere la mia ignoranza in materia, prima che mi addentrassi  nello studio di questa parte di storia italiana.
A scuola tutti presi ad imparare di guerre e trame politiche, la parte dove milioni di italiani hanno dovuto lasciare l’Italia per fame ( alcuni anche per le loro ideee politiche, ma in numero molto inferiore) era stata quasi solo accennata.
Poi se vivi in Italia e non hai parenti all’estero con cui tieni ancora i contatti, non hai quel gran interesse a sapere chi sono e cosa sono diventati questi milioni di persone che chiamavano l’Italia il loro paese e che ancora sono orgogliosissimi delle loro lontane o piu` vicine origine.
Conoscere gli Italiani di Milwaukee e i miei studenti di origini italiane che con me hanno condiviso la storia delle loro famiglie e` stata ed e` un’esperienza bellissima e commovente, che vi raccontero` a puntate perche` solo essendo lontani si scopre quanto siano importanti i legami con le proprie origini e le proprie famiglie.
E noi piemontesi? Siamo percentualmente pochi nel grande calderone degli immigrati italiani negli Stati uniti, ma siamo orgogliosi delle nostre origini e molto attivi nel promulgare la nostra cultura regionale.
Alla prossima!
articolo pubblicato da Alessandria News 10 novembre 2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...